LiLi USB Creator Ubuntu Remix: Linux da chiavetta

di Ferdinando Cermelli

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Configurare una chiavetta USB con OS Linux per il netbook di lavoro: semplicità e performance

Disporre della versione “live” di una distribuzione Linux può risultare utile per ottenere un sistema operativo completo che garantisca sul lavoro la possibilità di salvare dati elaborati, documenti, fogli di calcolo, immagini, suoni etc. Tra i prodotti disponibili che consentono di ottenere un simile risultato, la scelta è ricaduta su LiLi USB Creator che, oltre alle caratteristiche di persistenza, permette anche di disporre di una configurazione in grado di avviare Linux in una V-Box ovvero mentre sta girando il sistema presente sul PC, nel mio caso un WinXP (su desktop) o Win7 (su netbook).

Riassumendo, i prodotti utilizzati per l’occasione sono: chiavetta USB da 4Gb, immagine OS Linux Ubuntu 9.10 per Netbook (Remix) e applicazione per la creazione di una versione Bootable/Persistent di Ubuntu Remix.

Tutta l’attività si può effettuare su desktop configurato con una versione aggiornata di XP. Una volta scaricata dal sito di Ubuntu un’immagine (ISO) di Remix, si procede con la realizzazione del progetto.

Lanciato LiLi, si apre una colorata interfaccia che si rivela immediatamente semplice da utilizzare. Va detto che se si dovessero incontrare difficoltà, il sito fornisce un HowTo decisamente semplice ed utile.

Selezionata la chiavetta destinataria del Sistema Operativo e individuata dalla classica finestra di selezione l’immagine da caricare, non resta che indicare la quantità di spazio che si vuole destinare a mantenere i dati “persistenti” ovvero quelli che si realizzeranno durante le sessioni di lavoro che utilizzano Remix come OS.

Nel nostro caso la quantità di spazio utile per i dati persistenti è risultata di 3Gb, poiché il sistema ha riservato 1Gb al Sistema Operativo.

Il File System deve essere FAT32 e questo limita lo spazio attribuibile ai dati persistenti a non più di 4GB, motivo per cui ho scelto una chiavetta da 4Gb. A questo punto si seleziona l’icona di avvio del processo di configurazione e caricamento dei dati ed il gioco è fatto… o quasi.

In questa fase è indispensabile una connessione Internet, dal momento che la V.Box deve essere scaricata per poter essere installata sulla chiavetta e consentire di avviare il Linux Remix senza uscire da Windows. L’intero processo di creazione dura circa 45′. Considerando anche il download della ISO nell’arco di un’ora si dispone dalla chiavetta pronta all’uso.

Il Sistema Operativo presente sulla chiavetta può essere avviato in due differenti modalità: live (partendo da PC spento e facendo il boot da USB) o in V-Box (eseguendo il SO in una finestra come una qualsiasi applicazione Win). In entrambe le modalità si utilizzano senza alcun limite le funzionalità che consentono di salvare i dati modificati sulla chiavetta, nello spazio che abbiamo indicato come “persistente”.

Per consentire l’utilizzo corretto di quanto installato è necessario scollegare e ricollegare la chiavetta. In questo modo il file autorun può essere letto direttamente da Windows che, conseguentemente, modifica il menù contestuale associato alla periferica per effettuare l’avvio della V-Box. Se questo menù dovesse mancare, nessun problema: si accede direttamente alla struttura delle cartelle della chiavetta e nella sottocartella XXXXXX si manda in esecuzione il file YYYYYY e che contraddistingue l ‘ applicazione che attiva la V-Box.

Una volta comparsa la GUI (Graphical User Interface) si può procedere al lancio dell’Ubuntu Remix. Tuttavia, è meglio soffermarsi sulla configurazione che verrà associata al Sistema Operativo che stiamo per mandare in esecuzione.

Sulla destra della finestra di avvio sono presenti i dati relativi al Sistema Operativo che è possibile mandare in esecuzione e l’insieme dei device che si possono rendere disponibili (CD/DVD, USB, Cartelle condivise).
Il sistema parte associando all’OS 256Mb di RAM, davvero poco per lavorare bene.

Supponendo di avere 1Gb di RAM, come nel nostro caso, e associando 512Mb di RAM a Ubuntu Remix la situazione migliora, ma a scapito delle prestazioni di quanto attivo nel “mondo Windows”.

Non è il solo aspetto su cui soffermarsi. Quando si interagisce con l’interfaccia grafica, tastiera e mouse diventano di sua esclusiva proprietà e dobbiamo digitare il tasto <CTRL> posto alla destra della tastiera per “sganciare” i due dispositivi e poterli utilizzare in Windows. Ma se, come sul mio Netbook, è presente un solo tasto <CTRL> a sinistra della tastiera, questo diventa un problema. Per risolverlo si accede al pannello di controllo della V-Box e si associa ad un altro “tasto” al meccanismo di “sgancio”; io, ad esempio, ho associato il tasto <ALT-GR>.

Finalmente si può far partire il Sistema Operativo, che in meno di un minuto è pronto a fare il suo lavoro con tutte le funzionalità del caso e con gli strumenti di base dei sistemi Linux (OpenOffice.org, Firefox, etc.).

Facendo il boot direttamente dalla chiavetta USB il risultato è una versione live ma persistent del OS linux. Decisamente veloce e performante.

Facilmente configurabile la connessione wireless e bluetoth e rapido il download degli aggiornamenti. Nessun problema neppure per scaricare applicazioni e installarle sulla chiavetta.

Questo lo scenario quando si prova l’utilizzo come Live/Persistent sul netbook: il sistema si avvia velocemente e, per configurazione, non richiede alcun parametro di autenticazione. Una volta attivo, riconosce nell’ordine la LAN ethernet e la rete wireless. Senza alcuna fatica si avvia e configura l’interfaccia Bluetooth, che “vede” immediatamente cellulari nelle vicinanze.

Provando poi a cercare gli aggiornamenti – prontamente individuati, scaricati ed installati – si possono scaricare e installare subito applicazioni di uso comune come l’Instant Messaging. Il tutto, continuando a funzionare nel migliore dei modi e con tempi di risposta di buon livello.

Anche provando a effettuare un backup dei file personali, utilizzando come device una scheda SD-micro da 4Gb che Ubuntu Remix riconosciuto e monta senza la minima esitazione, tutto fila liscio.

In conclusione un sistema decisamente di buon livello e adeguato alle necessità di lavoro quotidiano. In prospettiva, non oso immaginare i risultati che si potranno ottenere con le nuove USB 3.0 che promettono velocità di comunicazione decisamente elevate, tali da considerare “collo di bottiglia” le unità disco e n più le chiavette.

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