Rfid, la spinta industriale spetta all’Europa

di Alessandro Vinciarelli

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Studi e ricerche sugli scenari applicativi dell'Rfid indicano che entro il 2016 sarà l'industria europea a rappresentare oltre il 40% del mercato mondiale in ogni settore

Dati alla mano, in Europa, gli investimenti in ricerca applicata e sviluppo della tecnologia Rfid sono in aumento e non accennano a diminuire, sia in Italia che a livello mondiale.

Dal panorama corrente e dai trend positivi sulle prospettive d’uso delle applicazioni legate al riconoscimento a radiofrequenza – soprattutto nei settori retail, supply chain, trasporti e sanità – l’Europa emerge come bacino di traino dell’intero mercato, rappresentando il 40% del mercato globale di questa tecnologia.

Lo confermano anche le rilevazioni di una ricerca Rncos, i cui dati sono stati resi noti in questi giorni.

Lo studio European Rfid Industry Outlook (2007-2010), svolto attraverso la consultazione di più di tremila database in grado di fornire un’istantanea della situazione attuale e di proporre gli scenari futuri di applicazione.

I Paesi oggetto di studio sono stati Danimarca, Finlandia, Francia, Italia, Olanda, Regno Unito e Germania; quest’ultima prevede, entro il 2010, di usare correntemente l’Rfid in ambito commerciale.

Proprio entro il 2010 le stime di mercato prevedono che la penetrazione delle soluzioni Rfid nell’industria retail europea arriverà a superare i 3,4 milioni di euro, fermo restando che per ora l’applicazione dei tag rimane ad uso esclusivo dei prodotti di un certo valore o di stock, mentre per l’etichettatura del singolo prodotto si dovrà ancora attendere.