Software, Network e Storage nell’offerta convergente di HP

di Cristiano Guarco

scritto il

PMI.it intervista a Yari Franzini, Country Manager Storage e Networking di Hewlett-Packard Italiana, per conoscere le nuove soluzioni pensate per PMI e Startup.

La divisione Storage e Networking è un chiaro segnale di convergenza dell’offerta HP, che grazie ad acquisizioni e investimenti importanti in Ricerca e Sviluppo ha trasformato e arricchito il proprio portfolio: dai software che consentono di integrare lo Storage in soluzioni di Information Management (Autonomy, Vertical…) a quelli che abilitano le infrastrutture HP su pilastri emergenti come il Software Defined, che racchiude in sé un grande potenziale: semplifica le infrastrutture e la loro gestione per i clienti, riduce drasticamente i costi e permette di appoggiare funzionalità Storage su blocchi x86, in sostanza i Server. Questo si traduce in un vantaggio per le Startup che vogliono attivare nuovi servizi su cui non c’è la giusta previsione di crescita, ma anche per clienti che hanno sedi dislocate da gestire localmente o PMI che non si possono permettere costi elevati per infrastrutture dedicate.

Quali novità nell’offerta Storage di HP?

Per il mercato della Piccola e Media Impresa stiamo introducendo le soluzioni MSA1040. Abilitano ottime performance a livello Storage (+50%) con una facilità di gestione cresciuta rispetto al passato e un abbattimento dei costi stimato in circa il 30%. Stiamo parlando della soluzione Dual Controller, con affidabilità elevata, la più economica sull’attuale mercato. Un dato interessante è la capacità di scalare verso l’alto, facendola evolvere senza gestire migrazioni ma sostituendo semplicemente le “intelligenze” dello Storage verso la fascia MSA2040 di livello Enterprise. Secondo la mia crescita, ho un’infrastruttura che mi segue, più flessibile e di facile gestione.Ovviamente, HP Italia non trascura il Backup, con il Software Defined che ci viene incontro: abbiamo appoggiato l’algoritmo di deduplica, che permette di ottimizzare al massimo e ridurre drasticamente le capacità in gioco a livello di Backup, all’interno delle StoreVirtual VSA (Virtual Storage Appliance) sulle nostre piattaforme Server, che così abilitiamo anche a operazioni di Backup. Anche in questo caso la semplificazione è spinta, non avendo bisogno di infrastrutture dedicate. In più, tutto è gestito da remoto (Service Provider o la stessa azienda all’interno di un Branch Office) per portare i dati all’interno di un Data Center. In pratica una soluzione completa e integrata in modo nativo.

Come si colloca la nuova offerta HP nello scenario italiano?

Nel mercato italiano, Backup-as-a-Service e Cloud Storage stanno avendo un buon riscontro. Stiamo lavorando sia con clienti finali sia con Service Provider in modo da avere denominatori comuni che permettono di ottimizzare i servizi verso le PMI. In alcuni casi si creano Cloud ibridi – Private Cloud all’interno del cliente e Public Cloud nei Service Provider – con i due mondi che dialogano tra loro. In altri, gli stessi Service Provider abilitano nuovi servizi basati sulle nostre tecnologie, per andare a proporli insieme sul mercato.

Sicuramente questa nostra evoluzione si coniuga con i provvedimenti attesi dal nuovo governo in ambito Agenda Digitale, con tutti i progetti che ne seguiranno. Il tema della digitalizzazione e dematerializzazione sarà un traino per le soluzioni innovative, sperando in una strategia compatta e coerente e non più a macchia di leopardo come in passato: ogni soggetto con la sua soluzione in casa per le proprie esigenze (quindi chiusa) e di conseguenza difficilmente integrabile con tutto il resto.

L’evoluzione in HP sta toccando  anche il mondo Finance, passando da disponibilità notevoli con infrastrutture Enteprise per tutti i dati gestiti a strutture più snelle e maggiore attenzione al tipo di dato da gestire. S’incomincia a differenziare, a classificare, e gestire in maniera più intelligente. Per questo mercato HP sta focalizzandosi con soluzioni verticali e un approccio per certi versi dedicato.

Quali soluzioni HP stanno avendo maggior riscontro in Italia?

La nostra stella è 3Par, unica architettura di riferimento in ambito Primary Storage (la novità è 3Par Flash, basata su questo tipo di architettura di nuova generazione, particolarmente flessibile e versatile). La crescita è “double digit” sia per le soluzioni 3Par sia per quelle StoreOnce, la nostra soluzione di Backup, Recovery & Archiving. Questi due ambiti sono il nostro riferimento per il mercato italiano, insieme al Software Defined che sta maturando con buone prospettive per i mondi PMI ed Enterprise.

Su cosa basano le proprie  scelte Storage le PMI?

Sicuramente sulla facilità di gestione, non potendosi permettere infinite risorse per le infrastrutture: o fanno scelte notevolmente semplificate per infrastrutture proprietarie o si appoggiano a terzi per dei servizi. Quel che notiamo è la tendenza ad appoggiarsi a servizi per dati “meno pregiati” rispetto a quelli di produzione, che rimane ancora all’interno dell’azienda. Su quest’ultimo punto c’è grande attenzione, per ottenere le giuste performance, flessibilità e la possibilità di scalare, soprattutto in Startup o aziende che si stanno affacciando all’internazionalizzazione (apertura a mercati esteri).Un altro tema importante è la convergenza tra Software, Network e Storage. Un unico insieme virtuale, dinamico e flessibile che serve le applicazioni ed eroga servizi. In questo, HP è unica sul panorama mondiale, con i tre elementi all’interno di un singolo Vendor, potendosi permettere la continuità in termini d’integrazione, sviluppo e certificazioni. Inoltre le nostre soluzioni sono realmente open e non chiuse, appoggiandoci a standard, così il cliente non ha sorprese.

Quali i trend nel mondo Storage?

Software Defined Storage e Software Defined Networking, a seguire Big Data. Abbiamo sviluppato integrazioni tra i vari Layer Software in modo da accelerare le ricerche sui dati, strutturati o meno. Sui Big Data il punto centrale è avere ambienti eterogenei dal punto di vista delle informazioni, dove è richiesta una certa velocità nel recupero del dato, capacità di aggregarlo e presentarlo nei confronti del Business in modo tale da prendere decisioni. Quanto è più veloce questo flusso, che porta al Business l’informazione necessaria, tanto più si riesce a essere veloci sul mercato, in sostanza il time-to-market è competitivo rispetto ad altri.

Quali sfide nel futuro di HP?

La sfida è abilitare i clienti rispetto a un’evoluzione del mercato sempre più rapida. Il 90% dei dati storicizzati nei sistemi ha due anni di vita, con caratteristiche diverse rispetto al passato: sono più dinamici, richiedono più flessibilità, devono essere movimentati e recuperabili in tempi brevi. I nostri clienti, PMI in primis, devono essere capaci di gestire questo flusso incredibile d’informazioni e saperne trarre il giusto valore in modo dinamico e veloce. Questo rende le piccole e medie imprese più competitive, andando più velocemente sul mercato rispetto ad altri. Se riusciamo a proporre un’offerta più semplice, meno costosa, ma con la stessa efficacia, allora avremmo raggiunto in pieno il nostro scopo.

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