Il vero problema è il falso senso di sicurezza delle utenze

di Stefano Besana

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Qualche tempo fa leggevo su Webnews una notizia che giungeva alle stesse conclusioni alle quali noi eravamo arrivati da tempo.

In questo nostro spazio virtuale (chi ci segue lo sa bene) abbiamo sempre posto moltissimo l’accento sulla consapevolezza e su come il primo passo da fare per mantenersi correttamente sicuri sia quello di informarsi e di mantenersi costantemente aggiornati su tutte le notizie.

In che modo l’illusione della sicurezza può rappresentare un punto così negativo? Non è difficile immaginarlo, un utenza che crede ed è convinta di essere sempre tutelata e sicura non investirà in sicurezza e in sistemi di protezione, e se lo farà, darà poco peso al loro aggiornamento e alla loro manutenzione.

Ricordiamo sempre come sia inutile mantenere un software antivirus o antimalware se non lo si mantiene aggiornato. Perché i sistemi di sicurezza facciano il loro dovere è necessario che l’utente controlli costantemente il loro operato e li mantenga sempre aggiornati.

Come si legge dalla notizia, è lo studio (caso mai ci fosse ancora bisogno di conferme) portato avanti dal National Cyber Security Alliance a mettere in evidenza la gravità della situazione.

Come si legge sono tanti i PC infetti e pericolosi, sebbene le utenze che li utilizzano sono convinte della propria sicurezza e della propria protezione.

Avere un software antivirus non aggiornato è come non averlo, per cui traete le vostre conclusioni.

La conclusione di tutto questo? Sempre la stessa: se ci si vuole mantenere sicuri servono software ad hoc dedicati alla protezione e alla manutenzione delle proprie macchine, uniti ad una corretta informazione che ne garantisca (necessariamente) l’aggiornamento.

La soluzione è la medesima alla quale arriva il direttore esecutivo della National Cyber Security Alliance: Ron Teixeira. L’utente deve prima di tutto essere in grado di tutelare se stesso, in modo da non rappresentare una minaccia anche per gli altri.