Smart city nel mondo: impariamo dai migliori

di Redazione PMI.it

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Ecco una panoramica dei casi eccellenti di smart cities nel mondo, da cui trarre ispirazione ed esempio pratico per modernizzare le nostre città.

Per definire una città smart city è necessario che vengano adottate in modo massiccio tecnologie ICT (in particolare IoT e Intelligenza artificiale applicata ai big data), che ci sia un cambio organizzativo a tutti i livelli e un forte legame partecipativo tra tutti gli attori in gioco, cittadini in primis. Nella maggior parte dei casi, l’evoluzione comporta anche ritorni economici e posti di lavoro legati al mondo della innovazione e alla contestuale nascita di molteplici start-up innovative. Gli ambiti di applicazione dei servizi che rendono una città intelligente sono i seguenti: Mobilità, Assistenza sanitaria, Sicurezza, Acqua, Energia, Impegno e comunità, Sviluppo economico ed edilizia, Gestione dei rifiuti. Sulla base di questi e altri parametri di cui si può tener conto a livello locale vengono stilate classifiche nazionali, continentali e mondiali. Non sempre i risultati sono gli stessi – per le variazioni degli indicatori utilizzati – ma non si discostano molto tra di esse. Elenchiamo di seguito alcuni esempi di come sono stati declinati i vari ambiti di intervento.

Singapore. Singapore è la seconda città più densamente popolata al mondo e si è comunque guadagnata il primo posto tra le città smart del globo. Il progetto Smart Nation raccoglie, analizza ed elabora le informazioni che sono essenziali per la gestione della città. I dati sul traffico vengono raccolti e inviati alle agenzie competenti per fornire servizi migliori. Inoltre, il 95% delle abitazioni dispone di un accesso internet a banda larga che fornisce informazioni essenziali per motivi personali o di lavoro.

Dubai. Qui è stato adottato il programma Smart Dubai 2021, che prevede la digitalizzazione di tutti i servizi governativi. Questo piano comprende circa 100 progetti che riguardano i trasporti, le comunicazioni, le telecomunicazioni, l’energia, i servizi finanziari, dematerializzazione della documentazione cartacea e la pianificazione urbana. Moltissime strutture governative sono state digitalizzate e rese disponibili tramite l’applicazione DubaiNow. I funzionari della città stimano di poter risparmiare 245 milioni di dollari nella gestione e nell’erogazione dei servizi. Secondo la Road and Transit Authority, un dispositivo di tracciamento per gli autisti di autobus che utilizzano l’intelligenza artificiale ha ridotto drasticamente gli incidenti stradali dovuti alla stanchezza.

Copenaghen. La capitale danese sta puntando a una crescita intelligente, integrata con le sue forti politiche ambientali. Copenhagen Solutions Lab ha ricevuto un premio nel 2017 per un sistema che monitora il traffico, la qualità dell’aria, la gestione dei rifiuti, l’uso dell’energia e altri elementi, e confronta i dati in tempo reale. Tre i punti chiave su cui punta la strategia della smart city: ridurre il consumo di energia, aumentare la produzione di energia da fonti rinnovabili, implementare la mobilita sostenibile. Inoltre integra reti di parcheggi, segnali stradali, strutture, sistemi di misurazione intelligente e sistemi di ricarica per veicoli elettrici per migliorare il traffico in tempo reale.

Boston. La città di Boston è stata uno dei primi centri urbani a servirsi di innovazioni smart. Ha aperto il suo Innovation District nel suo porto marittimo per mostrare al pubblico le sue iniziative. Questo centro ha poi promosso oltre 200 startup tecnologiche. L’obiettivo è stato quello di coinvolgere i cittadini con l’introduzione di una raccolta di app che contengono informazioni sui parcheggi, strumenti per segnalare problemi di servizio e altri per permettere alle persone di comunicare tra loro. Inoltre, i cittadini possono rintracciare uno scuolabus o segnalare la presenza di graffiti in qualsiasi punto della città.

Oslo. Oslo si distingue in modo particolare tra le smart city per la sua attenzione allo sviluppo di una strategia sostenibile e rispettosa dell’ambiente. Sebbene città smart e luoghi sostenibili siano due cose diverse, Oslo può essere considerata entrambe. La città ha 650.000 luci a LED, tutte collegate a un centro di monitoraggio. Queste luci intelligenti cambiano automaticamente la quantità di illuminazione necessaria per soddisfare le esigenze del momento. Oslo utilizza inoltre sofisticati rilevatori di targhe, che attraverso un metodo basato sui dati, evitano gli ingorghi e diminuiscono il traffico. La città spera di applicare questa tecnologia a tutto il suo sistema di trasporti nei prossimi anni.

Londra. Londra sta seguendo una specifica roadmap sotto al nome di “Smarter London Together”, un piano strategico che punta all’innovazione, alla trasformazione digitale e alla connettività. Il piano si sviluppa su 5 punti sostanziali: più servizi a misura di cittadino, nuova gestione dei big data della città, strade più intelligenti e connettività, migliori competenze digitali e cybersecurity, migliore collaborazione all’interno dell’ecosistema.

New York. Con iniziative nel settore pubblico e privato, la città sta vivendo una trasformazione digitale che sta rendendo le istituzioni più vicine ai cittadini, riducendo i costi, migliorando le prestazioni e prestando particolare attenzione alla sicurezza dei cittadini.

Barcellona. La seconda città più grande della Spagna è ora piena di sensori LED che monitorano il traffico, la qualità dell’aria, l’attività pedonale e il rumore. Inoltre, se servisse, può anche oscurare o spegnere automaticamente le luci.  Si possono anche trovare in giro per la città bidoni intelligenti dotati di aspiratori che scaricano i rifiuti nel deposito sotterraneo. Questa innovazione riduce al minimo i cattivi odori e frequenza degli spostamenti dei mezzi della spazzatura è possibile monitorare il livello dei rifiuti e identificare dove possono accumularsi più velocemente. In questo modo, si ottiene una maggiore efficienza. Il programma di bike sharing della città è stato uno dei primi a contribuire alla riduzione del traffico, in particolare nelle aree molto più frequentate.

Amsterdam. L’iniziativa Amsterdam Smart City (ASC) che è una partnership pubblico-privata che si occupa di: città digitale, energia, mobilità, economia circolare, vivibilità e servizi ai cittadini sta avendo un enorme successo, l’amministrazione collabora con aziende e organizzazioni locali per valutare alternative sostenibili per Utrechtsestraat, il più grande quartiere commerciale della città. I progetti “Climate Street” hanno riguardato l’illuminazione ad alta efficienza energetica, la riduzione dell’inquinamento e le fermate dei tram. Amsterdam promuove la strategia Circolare 2020-2025 basata sull’economia circolare e sulla sostenibilità ambientale. Tra gli obiettivi, dimezzare l’uso di nuove materie prime entro il 2030, evitare sprechi e ridurre le emissioni di anidride carbonica. Si sta lavorando alla transizione energetica e alla riallocazione degli spazi verdi per ridurre le sue emissioni del 55% entro il 2030 e del 75% entro il 2040, rispetto ai livelli del 1990.

Hong Kong. La città ha molte iniziative intelligenti come il progetto Hong Kong Smart City Blueprint, con iniziative in 6 aree: mobilità, vivibilità, ambiente, popolazione, governo ed economia.

Reykjavík. La capitale islandese si caratterizza per tre aspetti di eccellenza: efficienza energetica, basata su una produzione di energie rinnovabili pari al 70% del totale e la presenza di una utility per il teleriscaldamento basata sulla più grande produzione di energia geotermica del mondo; trasporto pubblico all’avanguardia grazie anche all’uso di una app che permette una maggiore usabilità ed efficienza del servizio di autobus cittadino; sistema che prevede la partecipazione attiva dei cittadini alle scelte e alla vita della città attraverso il forum di consultazione online “Better Reykjavík” in cui poter presentare idee e commenti su servizi e attività cittadine.

L’elenco delle città ormai avviate a diventare smart city potrebbe continuare ancora per molto; possono essere citate Parigi (con la teoria della città del quarto d’ora si propone di rivoluzionare l’urbanistica e l’organizzazione strutturale delle città moderne), Helsinnki (con l’innovazione che si basa sulla creazione di soluzioni urbane digitali e sulla raccolta e analisi dei dati), Vienna (che assieme all’Università della Tecnologia del dipartimento 33 di Graz ha sviluppato un sistema di semafori intelligenti che riconosce le persone e capisce se stanno per attraversare la strada).

Conclusioni

Anche in Italia stanno nascendo progetti interessanti e come cittadini siamo chiamati a partecipare ed influenzare questo cambiamento in un’ottica di miglioramento della qualità dei servizi, e non solo. Le smart city possono accogliere la rivoluzione digitale per migliorare le proprie strutture e processi, ed anche le città che non hanno infrastrutture possono distinguersi per intuizioni, buon governo e la voglia nel rispondere ai bisogni delle persone.

Cristiano Montesi