No ai bandi per supplenze chiusi agli stranieri

di Redazione PMI.it

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Il Tribunale di Milano dice no alla norma che chiude l?accesso alle graduatorie per le supplenze ai cittadini stranieri.

Vietato discriminare i cittadini stranieri non consentendo loro di partecipare ai bandi per l?accesso alle graduatorie Miur di terza fascia, inerenti le supplenze scolastiche.

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Il Tribunale di Milano si è espresso in merito al ricorso presentato da due insegnanti immigrati ma residenti in Italia, supportati da ASGI, APN e CUB SUR Scuola Università e Ricerca: il requisito della cittadinanza italiana o comunitaria per la formazione delle graduatorie triennali di circolo e di istituto per le supplenze di insegnamento è da considerarsi discriminatorio e pertanto illegittimo.

I concorsi per la Pubblica Amministrazione sono infatti aperti anche ai cittadini stranieri residenti sul territorio nazionale, pertanto è necessario rispettare la normativa anche per quanto riguarda l?assegnazione delle supplenze.

Gli avvocati hanno precisato le irregolarità delle regole contestate:

«Il Miur ha illegittimamente escluso le numerose categorie di stranieri che ormai da molto tempo dovrebbero avere pieno diritto di accesso al pubblico impiego, alla sola condizione di avere una buona conoscenza della lingua italiana: un diritto garantito da disposizioni di legge che il Miur dovrebbe ben conoscere, ma che ha invece inspiegabilmente ignorato: si tratta non solo delle categorie previste dall’articolo 38 del Testo unico sul pubblico impiego, cioè familiari di cittadini comunitari, lungosoggiornanti, rifugiati politici e titolari di protezione sussisdiaria – che nell’insieme rappresentano più del 60 per cento degli stranieri residenti in Italia – ma anche di altre due categorie: gli stranieri ‘altamente qualificati’, cioè i titolari di carta blu, e i familiari stranieri di cittadini italiani, per le quali esistono altre disposizioni comunitarie o nazionali.»

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A non essere legittima, inoltre, è anche la norma che prevede la precedenza degli insegnanti di nazionalità italiana nelle graduatorie per le supplenze di lingua straniera.