Canone Rai: evasione in crescita e confronti con l?Europa

di Redazione PMI.it

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Nel 2012 il 46 per cento degli italiani non verserà il Canone Rai: i dati di un sondaggio lanciato da Contribuenti.it, e il confronto con le tariffe europee.

A pochi giorni dalla scadenza per il versamento del Canone Rai un?indagine lanciata da Contribuenti.it fa luce sulle abitudini degli italiani, a quanto pare sempre meno propensi a pagare questo tributo previsto per la concessione televisiva.

Secondo un sondaggio condotto da KRLS Network of Business Ethics per conto del noto Magazine che fa capo all?Associazione Contribuenti Italiani, il Canone Rai è in assoluto la tassa più evasa nella penisola. Il motivo? La maggior parte degli italiani è convinta che sia un abbonamento facoltativo, e non un tributo obbligatorio dovuto al fisco.

Basti pensare che se nel 2005 la percentuale delle famiglie che non ha versato il Canone si aggirava intorno al 22 per cento, nel 2011 è salita fino al 43 per cento e rischia di aumentare ancora nel 2012, portandosi al 46 per cento anche a causa dell?incremento dell?importo, pari a 112 euro.

Entrando più nel dettaglio dei dati, il 56 per cento delle famiglie intervistate ha ammesso di non pagare il Canone Rai perché convinta di poter scegliere, e non di essere obbligata al versamento come per tutti gli altri tributi fiscali. Dato record è quello che riguarda le province di Bolzano, Imperia, Caserta e Foggia, nelle quali l?evasione sfiora il 90 per cento dei contribuenti.

È sempre Contribuenti.it a informarci sulle tariffe europee relative al canone televisivo, dalle quali si apprende sorprendentemente che la tassa in Italia non è tra le più esose: in Islanda, ad esempio, arriva fino a 346 euro, mentre Francia, Regno Unito e Germania fanno versare ai cittadini rispettivamente 116, 176 e 206 euro annui.

I dati che riguardano il crescente trend degli italiani verso l?evasione del Canone Rai non sono le uniche novità di questi giorni, infatti, sta facendo molto parlare la polemica messa in piedi da Federcontribuenti contro lo spot televisivo in onda attualmente nelle reti Rai, giudicato ingannevole dal vicepresidente Marco Paccagnella, il quale chiede anche una riforma del servizio pubblico televisivo con la creazione di un?unica rete di Stato.

«La Rai deve smetterla di mandare sulle proprie reti spot ingannevoli, con il solo intento di prendere in giro lo spettatore. Il canone Rai? Non è un canone e nemmeno un abbonamento, ma solo una tassa sui prodotti radiotelevisivi. L?ennesima tassa che pesa sulle tasche dei cittadini».