Verso il Testo Unico della PA

di Stefano Gorla

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Il Disegno di Legge delega per la codificazione in materia di pubblica amministrazione prevede un riordino delle norme per migliorarne efficienza e trasparenza. Ecco cosa prevede: la materia, i principi, i criteri direttivi.

Uno o più Decreti Legislativi per operare una raccolta organica in Codici o Testi Unici della miriade di norme relative alla pubblica amministrazione. La Camera dei Deputati lo scorso 15 settembre 2011 ha dato il via libera al Governo per presentarli. I primi beneficiari di questa operazione non possono che essere i cittadini e le imprese, spesso coinvolte nella richiesta dei loro interessi legittimi di fronte ad atti adottati dagli enti pubblici territoriali.

In effetti le leggi che sono state indicate come oggetto di riordino e ricodifica concernono:

  • Il procedimento amministrativo e il diritto di accesso ai documenti amministrativi (L.241/1990).
  • Il Testo Unico in materia di documentazione amministrativa (DPR 445/2000).
  • Il D.Lgs. 165/2001 relativo alle norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze della PA basato sulla privatizzazione del pubblico impiego.
  • Il D.Lgs. 150/2009 rivolto ad accrescere la produttività del lavoro pubblico con riguardo all’apparato amministrativo nel suo complesso.

Gli obiettivi dell’efficienza e della trasparenza dovranno trovare riscontro nella diminuzione del contenzioso. Con questa delega (DDL  A.C. 3209-bis-B) il Governo può rimettere al Consiglio di Stato la scrittura dei Codici o Testi Unici, ricorrendo all’art. 14 del Testo Unico delle leggi sul Consiglio di Stato (RD 1054/1924).

Inoltre la delega stabilisce i principi e i criteri direttivi assegnati al Governo: l’oggetto della delega non si limita al coordinamento formale delle disposizioni ma si estende alla individuazione e abrogazione espressa sia delle disposizioni abrogate tacitamente o implicitamente sia di quelle prive di effettivo contenuto normativo o comunque obsolete. A ciò si aggiunge la sistemazione delle disposizioni per settori omogenei o per materie e la risoluzione di eventuali incongruenze sulla base degli orientamenti giurisprudenziali ormai consolidati della Corte costituzionale, della Corte di cassazione, del Consiglio di Stato e della Corte dei conti.

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