Sono un dipendente pubblico (area Sanità) e a fine 2024 ho maturato i requisiti per il collocamento a riposo con la normativa in vigore al 31/12/’24 (65 anni di età e 42 anni e 10 mesi di contributi) inoltrando domanda alla mia azienda (ASL). Il mio diritto si è cristallizzato?
Sia nel pubblico sia ne privato, il lavoratore che raggiunge un diritto a pensione può goderne gli effetti se lo esercita durante la vigenza della norma che lo prevede.
L’innalzamento del limite ordinamentale previsto dalla Legge di Bilancio 2025 comporta l’obbligo per la pubblica amministrazione di collocare a riposo il dipendente a 67 anni se ha i contributi per il diritto a pensione, mentre fino all’anno scorso il limite era a 65 anni con il collocamento a riposo in presenza dei contributi per la pensione anticipata (42 anni e dieci mesi per gli uomini, uno in meno per le donne).
Ora il dipendente può decidere di restare al lavoro fino a 67 anni, ma questo non significa che non possa andare in pensione anticipata se ne ha i requisiti.
La direttiva del Ministero della Pubblica Amministrazione di gennaio 2025 con le indicazioni per l’applicazione delle novità introdotte dalla Manovra, chiarisce che restano validi i provvedimenti di cessazione dal servizio già adottati dalle amministrazioni al 31 dicembre 2024 per i dipendenti con 65 anni di età con diritto a pensione già maturato:
restano confermati i provvedimenti di cessazione dal servizio già adottati dalle amministrazioni per i dipendenti che hanno maturato il diritto alla pensione alla data del 31 dicembre 2024, cioè in presenza del previgente limite ordinamentale di 65 anni di età.
Per la sua pensione non ci dovrebbero dunque essere impedimenti se il suo ente ha già lavorato la sua domanda.
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Chiedi all'espertoRisposta di Barbara Weisz