Musei Capitolini a portata di smartphone

di Barbara Weisz

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I Musei Capitolini adottano la tecnoligia Nfc: avvicinando lo smartphone all'opera, appaiono sul display tutte le informazioni. Al via oggi, con 300 opere. Chi non ha lo smartphone, può ritirarne uno gratuitamente all'ingresso.

L’ultima tecnologia degli smartphone si sposa con i Musei Capitolini, il più antico museo aperto al pubblico del mondo. E anche il primo in Italia a mettere a disposizione dei visitatori la tecnologia Nfc, che permette di visualizzare sul proprio smartphone un gran numero di informazioni sull’opera d’arte che si sta ammirando. La novità è disponibile a partire da oggi per 300 opere nelle sale di Palazzo Nuovo, Palazzo dei Conservatori e Pinacoteca.

Ma è prevista nei prossimi mesi l’estensione alla quasi totalità dell’esposizione dei Musei Capitolini e perchè no, anche alle mostre temporanee.

Vediamo come funziona. Chiunque abbia uno smartphone dotato di tecnologia Nfc, di qualsiasi produttore, può utilizzarlo per informarsi sulle opere esposte al museo. Basta avvicinare il telefonino al tag (la targhetta) posizionata accanto all’opera e automaticamente si apre una pagina con tutte le informazioni: titolo, autore, data, descrizione dell’opera, interpretazione, contesto artistico. Insomma, una vera e propria guida virtuale, a portata di clic.

Ma il servizio può essere ultizzato anche da chi non ha uno smartphone: a disposizione ci sono circa 200 dispositivi Samsung Star Nfc che si possono ritirare all’ingresso senza nessun costo aggiuntivo rispetto al prezzo del biglietto.

E’ l’ennesima iniziativa tecnologica che interessa i musei romani nel giro di pochi mesi, dopo il wi-fi al Macro o nelle aree archeologiche, compreso il Colosseo.

Il progetto degli smartphone nei Musei Capitolini è nato da un’idea dell’assessorato alla Cultura di Roma capitale e della sovraintendenza ai Beni Culturali in collaborazione con Zètema Progetto Cultura, è stato realizzato da Samsung Electronics Italia.

Per ora le informazioni sono in italiano e in inglese, ma prossimamente il servizio sarà disponibile anche in altre lingue. Come detto, il servizio sarà esteso anche alle altre sale dei Musei Capitolini, e sarà particolarmente utile nelle sale storiche in cui può essere problematica l’installazione di una segnaletica tradizionale adeguata. E si estende anche alle opere in prestito. Ad esempio, è già attivo il tag  Aποξυoμενος (termine greco che in italiano si pronuncia apocsuòmenos): l’opera è l’atleta del Kimbell Art Museum (Texas, Usa) che i Musei Capitolini hanno ricevuto in prestito in cambio del dipinto di Caravaggio “La Buona Ventura”, ed è esposta da oggi, 24 novembre, fino al prossimo 15 gennaio.

Una testa di bronzo che risale presumbilmente al XVIII secolo e che diventa così una specie di testimonial d’eccezione di questa innovazione tecnologica. Un connubio fra storia, arte e ultime tecnologie che ha luogo in un museo (il più antico del mondo, come detto) la cui storia ha inizio nel 1471, quando il papa Sisto IV donò al popolo romano un gruppo di statue bronzee.

Il progetto degli smartphone Nfc, sintetizza il sovrintendente Umberto Broccoli, è stato «ideato dalla direzione dei Musei Capitolini, con il coinvolgimento di tutti i funzionari che hanno scritto i testi in modo semplice e comprensibile agli utenti».

Da sottolineare infine che Samsung Electronics Italia ha anche installato degli apparati visivi interattivi che, disposti in punti chiave del museo, contribuiscono ulteriormente ad arricchire l’esperienza della visita attraverso l’erogazione di contenuti multimediali ed applicativi interattivi.