Reti per l’innovazione della PA locale

di Rosalba Mancuso

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I processi di digitalizzazione della PA locale passano anche attraverso un largo partenariato che coinvolge enti locali nazionali, europei ed intercontinentali

I processi di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione locale passano anche attraverso un largo partenariato che coinvolge enti locali nazionali ed europei, attraverso la creazione di progetti comuni, dove i partecipanti ed i relativi cittadini comunicano tra loro tramite siti web e piattaforme online di respiro internazionale. Molti però non sanno che le regioni, i comuni, magari proprio l’ente locale a cui quotidianamente si rivolgono, anche via web, alla ricerca di informazioni o servizi, può essere fondatore e capofila di progetti di informatizzazione apprezzati e finanziati dall’Unione Europea. Quando più enti locali di diversi Stati si mettono assieme per condividere progetti di innovazione, digitale e non solo, si crea una Rete. I protagonisti di questo approfondimento sono, infatti, le Reti locali e regionali europee ed oltre. La globalizzazione, favorita dalla Rete Internet, in questo caso, diventa “glocalizzazione”, come dicono gli addetti ai lavori, cioè le realtà locali (regionali e comunali) dialogano tra loro al di fuori dei propri confini territoriali e diventano “globali”, pur mantenendo una propria identità istituzionale locale.

La mission comune a tutti questi partenariati è quella di favorire lo sviluppo e l’accesso della società dell’informazione e della conseguente digitalizzazione al maggior numero possibile di utenti, senza discriminazioni territoriali o continentali di sorta, mettendo a disposizione degli Stari membri, potenti ed al tempo stesso usabili piattaforme web, dove dialogare, organizzare e gestire progetti utili allo sviluppo ed al miglioramento dei servizi erogati da ciascun ente. Questi progetti contemplano la possibilità di far aderire non solo municipalità europee, ma anche di altri continenti, dell’America Latina, dell’Africa, ad esempio. Attraverso queste “alleanze” telematiche e transnazionali, si mira a ridurre il divario digitale, dei cittadini e delle istituzioni di ogni parte, anche più piccola del pianeta.

I benefici della creazione di network pubblici transnazionali sono immensi, sia per la stessa PA che per privati cittadini ed imprese. In alcuni di questi progetti, aziende degli Stati membri mettono a disposizione delle singole amministrazioni locali software per la compilazione di richieste di finanziamento da parte delle imprese locali. Un unico software che permette uno scambio veloce di informazioni e di invio di pratiche e documentazioni utili alla crescita dell’impresa stessa. Un vantaggio enorme che permette anche di velocizzare le richieste di finanziamenti europei da parte delle Regioni. Il tutto a beneficio dello sviluppo economico del tessuto territoriale. Inevitabile dire che queste Reti propongono progetti di sviluppo sostenibile e che sono a loro volta da sostenere, con l’impegno e la partecipazione attiva delle amministrazioni e dei loro cittadini. Alcuni comuni italiani aderenti a Reti europee si sono fatti promotori di progetti come la Carta dei Diritti del Cittadino su Internet, che garantisce l’equo e sicuro accesso degli utenti allo sconfinato universo dei servizi digitali.

Come accennato, molti utenti e cittadini non conoscono a fondo questi partenariati transnazionali, molti, ad esempio, non sanno che regioni come la Sicilia fanno parte di queste Reti. Altri non sanno che l’Associazione nazionale dei Comuni Italiani (Anci) si è fatta promotrice di importanti Reti locali e regionali europee. Le Reti si dividono in due categorie: associative e tematiche. Comprendono partenariati tra municipalità solo europee o europee ed intercontinentali. Le reti regionali e locali, costituite attraverso forme associative sono sette. Quelle tematiche sono tre. Le prime nascono attraverso la costituzione di associazioni tra regioni e comuni europei ed internazionali. Le seconde possono avere una forma giuridica diversa, come i consorzi.

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