Reti per l’innovazione della PA locale

di Rosalba Mancuso

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I processi di digitalizzazione della PA locale passano anche attraverso un largo partenariato che coinvolge enti locali nazionali, europei ed intercontinentali

Per garantire transazioni sicure di atti informatizzati tra diverse amministrazioni europee è stata messa a punto una piattaforma elettronica, chiamata Fast. Promotrice del progetto è stata la Rete E-Forum, ovvero il forum europeo dei pubblici servizi elettronici. La rete fa parte di un’associazione no profit, con sede a Bruxelles, nata poco prima del 2000 e cofinanziata dalla Commissione Europea. Sempre a Bruxelles si trova la rete mondiale Global cities dialoges, composta da città interessate alla creazione di una società dell’Informazione accessibile a tutti. È stata creata, sotto forma di associazione, su iniziativa di sei città appartenenti alla Germania, Italia, Francia,Corea ed Islanda. Il comune italiano promotore è stato Segrate.

L’obiettivo è simile ad altre reti e cioè il superamento sostenibile del divario digitale. Tra le reti tematiche troviamo Demo-net finanziata dalla commissione europea attraverso il programma quadro per la ricerca tecnologica IST, allo scopo di rafforzare la ricerca tecnologica e l’innovazione nell’e-partecipation per la partecipazione attiva del cittadino ai processi decisionali della Pubblica amministrazione locale.

La rete è nata nel 2006 e verrà finanziata fino al 2010. Altra rete tematica è il consorzio Ianis+ che opera nell’ambito della rete Eris@, che abbiamo poco fa descritto. Ianis si è trasformato in Ianis+ coinvolgendo 49 regioni che partecipano a progetti ambiziosi, come lo sviluppo della formazione nel campo della Società dell’Informazione. Altra rete tematica regionale è Erik, rete regionale per lo sviluppo dell’innovazione basata sulla conoscenza. Conta 51 regioni aderenti. Tra le fondatrici le Regioni Toscana ed Emilia Romagna che rivestono anche il ruolo di coordinatrici. L’adesione delle realtà regionali e locali europee o intercontinentali, alle reti non è solo puramente ideologica, ma anche politica, perché la singola amministrazione aderente deve siglare degli accordi formali. La Rete internazionale global cities, ad esempio, che coinvolge direttamente sindaci ed amministratori, prevede la sottoscrizione di un impegno politico formale che mira all’obiettivo della costruzione di una società fondata sul progresso digitale accessibile a tutti, senza disuguaglianze.

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