Il TAR Lazio annulla multe a Telecom e Wind

di Giulia Gatti

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Il Tribunale amministrativo del Lazio ha annullato le multe che erano state inflitte dall'Antitrust a Telecom Italia e a Wind per pubblicità ingannevoli, in quanto le due società telefoniche non possono essere considerate operatori pubblicitari

Le multe inflitte dall’Agcom a Telecom Italia e a Wind per pratiche commerciali scorrette, sono state annullate dal TAR del Lazio, che ha così accolto pienamente le tesi difensive dei legali Antonello Lirosi e Piero Fattori, i quali sostenevano che le due società telefoniche non possono essere considerate «operatori pubblicitari».

Le multe, per totale di 1,16 milioni di euro, erano state inflitte a Neomobile, Telecom Italia, Vodafone, Wind e H3G per pubblicità ingannevole, relativa ad alcuni messaggi promozionali che reclamavano la vendita di suonerie, giochi, loghi e sfondi senza evidenziare le informazioni sui costi e sulle modalità di fruizione, come ad esempio l’eventuale disattivazione.

Vengono comunque riconosciuti il valore ingannevole dei messaggi pubblicitari e le pratiche commerciali scorrette, ma a carico delle società autrici dei messaggi pubblicitari.

La responsabilità degli operatori di telefonia mobile sta nel percepire «in via immediata e diretta, ingenti benefici economici, nonché effetti pubblicitari, dalla diffusione dei messaggi oggetto della pratica commerciale accertata», anche se non sono gli autori dei messaggi.

La posta in gioco è economicamente rilevante, se si pensa che in Italia ogni anno per le suonerie dei cellulari vengono spesi dagli utenti circa 800 milioni di euro. E secondo l’Agcom, spesso queste vendite sono legate a offerte ingannevoli che confondono il pubblico di giovanissimi, che sono i principali fruitori delle suonerie.

Molto spesso, ad esempio, gli operatori non chiariscono effettivamente come si possa recedere da contratti relativi alla vendita di suonerie e sfondi, e i consumatori devono forzatamente attendere per parlare con gli operatori dei call center o cercare chiarimenti sui siti web delle società.

Inoltre, nei prossimi giorni il TAR dovrà pronunciarsi nuovamente, stavolta in relazione a un ricorso amministrativo con il quale H3G contesta la delibera dell’Agcom sulle tariffe di terminazione mobile, un problema che ha attivato anche l’interesse dell’Unione Europea.