Aumenti tariffe cellulari: i consigli di Altroconsumo

di Giulia Gatti

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Altroconsumo interviene e mette in guardia i consumatori sugli aumenti di tariffe previsti dai principali operatori di telefonia mobile

Dal 1° ottobre per Vodafone e dal 9 settembre per Tim scatteranno le nuove tariffe che, secondo una minuziosa analisi dell’associazione dei consumatori Altroconsumo, non sono affatto convenienti per gli utenti finali.

Visto che secondo questi calcoli i cambi tariffari annunciati in agosto sono risultati a danno degli utenti, Altroconsumo ha presentato un esposto all’Autorità per le telecomunicazioni e all’Antitrust affinché l’aggiornamento delle tariffe sia sospeso. In attesa delle decisioni delle autorità, Altroconsumo consiglia di non cambiare piano tariffario.

Per avere le idee più chiare, è possibile consultare la banca dati per confrontare le tariffe. Per il consulto telefonico è possibile chiamare il numero 02/6961517 dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 17. Altrimenti, soci e non soci di Altroconsumo possono accedere al sito www.altroconsumo.it e visualizzare la banca dati dopo essersi registrati.

Intanto, Altroconsumo ha già inserito sul suo sito alcune analisi sulle tariffe. Ad esempio, per ciò che riguarda Tim, alcuni vecchi piani tariffari come Tim Club, Unica e ZeroScatti diventeranno più cari di 0,05 centesimi, 3 centesimi in più al minuto, con aumenti che in media stanno tra il 10 e il 20%.

Sempre secondo i calcoli di Altroconsumo, nel caso di Vodafone lo scatto alla risposta è è stato spostato a 16 centesimi (non più 15), e alcune tariffe al secondo sono diventate tariffe a scatti, mentre alcune di quelle a scatti sono state convertite in tariffe con singolo scatto più costoso.

Altroconsumo ha quindi presentato l’esposto per venire incontro agli interessi dei consumatori. L’associazione ritiene, inoltre, che le due aziende «abbiano messo in atto pratiche commerciali scorrette ed esercitino un abuso di posizione dominante».

Altroconsumo chiede anche un rinvio della data in cui dovranno cambiare le tariffe, al fine di realizzare cambi di piani tariffari senza alcun costo per il cliente e «la possibilità di passare da un operatore all’altro in tempi ragionevoli con il proprio numero telefonico e con la garanzia di restituzione integrale del credito residuo».