Comunicare per dirigere

di Barbara Weisz

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Durante il mese di maggio, a Stresa un workshop rivolto ai manager e dedicato alla comunicazione aziendale che usa il cinema come metafora dell'impresa

«Il cinema ha questo di bello: assomiglia alla vita, ma è meno noioso. Non ha i tempi morti della vita». Chissà se Alfred Hitchcock avrebbe mai immaginato che questa sua frase potesse, nel terzo millennio, ispirare un seminario per manager sulla comunicazione in azienda. Eppure le parole del maestro del thriller ben si addicono al workshop che si è tenuto il 22 e 23 maggio a Stresa, al Grand Hotel Des Iles Borromees, organizzato dallo studio Ambrosetti e tenuto da Gianni Canova, esperto di comunicazione, critico cinematografico di Sky Cinema, preside del Settore Accademico in Media e Tecnologie della Comunicazione allo Iulm di Milano.

Un incontro che si è proposto di far luce sugli strumenti concreti da utilizzare per massimizzare l’efficacia comunicativa in azienda partendo da uno spunto senz’altro originale: il cinema, appunto. Il film viene utilizzato come generatore di situazioni tipo che i partecipanti sono chiamati ad affrontare e a risolvere sulla base della propria esperienza. Il tutto, con una serie di obiettivi specifici, che sono: come comunicare in tempo di crisi, argomento a sua volta suddiviso in una serie di temi, che vanno dall’elaborare tattiche e strategie di contenimento rispetto alla psicosi della crisi, a come comunicare e gestire notizie negative e come affrontare lo stress. C’è poi una parte relativa ai discorsi in pubblico, che prevede l’analisi del contesto e degli obiettivi comunicazionali, il modo di preparare ed esporre un discorso, la scelta del registro comunicativo e la conquista di uno “stile” personale.

Un’analisi anche di come non commettere errori nella decodifica della comunicazione, imparando a definire il ruolo del pregiudizio, a superare modelli passati e adattarsi a contesti sempre differenti, ad affrontare le difficoltà e i rischi nella gestione di una nuova strategia comunicativa.

Infine, un capitolo tutto dedicato al modo di comunicare con il gruppo di lavoro, creare lo spirito di squadra, dare fiducia nei momenti di crisi, prepararsi ad affrontarne di nuove. I temi sono stati affrontati in modo interattivo. Si è partiti da situazioni messe in scena e raccontate da un film per poi chiamare i partecipanti a mettersi in gioco, a volte individualmente a volte attraverso simulazioni di gruppo. Per esempio, è stato possibile invitare gli interessati a riflettere sulle soluzioni che a determinati problemi sono state date da personaggi di un film e a prospettare possibili soluzioni alternative, oppure usare il film come stimolo a elaborare strategie comunicative in tempo reale.

Sulla base di una convinzione: il cinema ricrea situazioni e problemi che ci capita di dover affrontare nel lavoro ma anche nella vita. E grazie alla sua forte carica comunicativa ed emotiva, può essere utilizzato come strumento per coniugare esperienza, intelligenza e creatività.