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Pensioni: quante tasse pagano gli Enti dei professionisti

di Noemi Ricci

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Conto salato per le Casse previdenziali dei professionisti, che versano all'Erario centinaia di milioni di euro, oltre al miliardo pagato dai pensionati.

Complessivamente, gli Enti di previdenza privati, ai quali fanno capo oltre 1,6 milioni di professionisti pagano ogni anno all’Erario circa 765 milioni di tasse. Lo ha rivelato un’analisi resa nota dal presidente dell’Associazione delle Casse pensionistiche Alberto Oliveti, in occasione di un convegno che si è tenuto nei giorni scorsi a Roma su iniziativa della Cassa del Notariato.

Vediamo in dettaglio cosa è emerso dall’analisi, i cui dati hanno superato le stime (che si aggiravano intorno ai 500milioni di imposte) e quali sono le Casse previdenziali professionali che pagano più tasse.

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Enti previdenza professionisti: chi paga più tasse

Tra tutti gli Enti di previdenza dei professionisti, a pagare più tasse sono i medici e i dentisti, ovvero l’ENPAM che, annualmente, versa circa il 30% dei 765 milioni versati ogni anno all’Erario, pari a circa 230 milioni.

Mentre i trasferimenti statali alle Casse sono vietati ogni anno nell’altro senso diamo allo Stato tre quarti di miliardo di euro.

Ha commentato Alberto Oliveti, nella doppia veste di presidente di ENPAM e dell’associazione del comprato Adepp.

Un contributo che di certo non si ferma qui, visto che il valore costruito dagli enti è a disposizione del Paese, con un patrimonio che è al 75% nell’area Euro e che sostiene le professioni, a loro volta motori di sviluppo e di crescita.

Ha fatto inoltre notare Oliveti.

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La Cassa dei Notai versa nelle casse dello Stato oltre 23 milioni all’anno (3% circa).

L’imposizione fiscale che non ha eguali in Europa. Ricordo, infatti, che siamo tassati come speculatori e siamo sottoposti ad una doppia tassazione, un’imposizione che penalizza sia i professionisti sia gli investimenti”, ha aggiunto.

Origine della tassazione agli Enti previdenziali professionali

A differenza di quanto credono in molti, le tasse pagate dalle Casse dei professionisti non sono originate dagli immobili detenuti (ritenuti spesso “troppi”).

L’analisi sull’origine della tassazione ha infatti rivelato che il 90% delle imposte pagate deriva dalla gestione del patrimonio mobiliare, ovvero dai proventi degli investimenti finanziari.  Gli immobili generano solo il 10% delle imposte versate dagli Enti.

Tasse troppo alte per le Casse previdenziali

L’imposizione fiscale del 26% sui rendimenti finanziari, secondo le Casse professionali è troppo alta e va rivista.

Mentre i fondi pensione, che non erogano previdenza di primo pilastro e welfare assistenziale e lavorativo, sono tassati al 20%.

Fa notare il segretario della Commissione Finanze del Senato, Andrea de Bertoldi di FdI durante il convegno, il quale ha aggiunto che le Casse si sono sempre rese disponibili a reinvestire i risparmi ottenuti da una tassazione più equa nel sostegno ai propri professionisti iscritti.

Al carico fiscale imposto agli Enti di previdenza va sommato inoltre l’importo della tassazione che grava sui pensionati delle Casse, che si aggira intorno a un miliardo, secondo una prima stima prudenziale dell’Adepp, comunicata dal presidente.