Con 1,25 miliardi scoppia la pace tra Intel e AMD

di Emanuele Menietti

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Intel verserà 1,25 miliardi ad AMD in cambio della cessazione delle dispute legali ancora in corso tra le due società. L'accordo potrebbe migliorare i rapporti tra i due produttori di chip, ma non avrà effetto sulle iniziative lanciate dalle autorità di controllo

Una pioggia da 1,25 miliardi di dollari per spegnere le infuocate dispute legali in corso con Advanced Micro Devices (AMD). È questa la strada che Intel ha deciso di percorrere per eliminare dal campo buona parte dei punti di attrito con il proprio competitor, evitando così un processo oneroso programmato per l’inizio del prossimo anno. Il costoso accordo non copre, però, le cause legali sollevate a livello istituzionale dagli organismi di controllo e che coinvolgono come parte lesa AMD.

Stando all’accordo da poco stipulato, Intel si impegna a risarcire AMD con una cifra pari a 1,25 miliardi di dollari e a mettere in campo una serie di politiche in discontinuità con il passato per evitare abusi di posizione dominante sul mercato. Il produttore di chip di Santa Clara si asterrà dal formulare particolari offerte ai produttori per indurli ad acquistare unicamente i propri processori, uno dei punti di accusa delle recenti procedure avviate dall’Unione Europea e dal procuratore generale di New York.

I nuovi impegni per Intel prevedono l’esclusione di qualsiasi politica commerciale tesa a danneggiare direttamente AMD. La società si asterrà dall’adottare misure per indurre i produttori di PC a non acquistare le soluzioni di AMD o a ritardarne l’inserimento sul mercato per trarne un diretto beneficio. Infine, Intel non cercherà di limitare i contatti tra AMD e i propri abituali partner dell’area retail.

L’accordo tra le due società prevede anche un patto della durata di cinque anni per l’utilizzo condiviso di alcune licenze e di taluni brevetti, oggetto di altre dispute legali in corso e ora annullate grazie al patto da 1,25 miliardi di dollari. AMD si impegna, infatti, a ritirare tutti i reclami ancora pendenti e tutte le dispute legali ancora in atto su scala globale. Tale decisione sarà vagliata dalle autorità di controllo per garantire a entrambe le società le dovute tutele.

Secondo numerosi osservatori, il patto da poco raggiunto dovrebbe consentire alle due società di migliorare i rapporti e di affrontare con maggiore serenità ed equità la concorrenza in un comparto dinamico come quello dei chip. «Con questo accordo, abbiamo intenzione di ripristinare i nostri rapporti tra AMD e Intel» ha dichiarato Tom McCoy, vicepresidente della divisione legale di AMD, sottolineando come il confronto tra le due società sia stato «intenso, emotivo e aspro per tutti per molti anni. Abbiamo deciso di lasciarci tutto ciò alle spalle. Non abbiamo mai desiderato una pressione così alta. Volevamo un rapporto salutare e normale. Infatti, grazie al nuovo accordo ora vedremo un vero processo teso a ripristinare la fiducia e a risolvere le dispute prima di arrivare nei tribunali e prima di rendere i nostri rapporti di pubblico dominio».

Alle parole di McCoy hanno fatto eco le dichiarazioni di Paul Otellini, CEO di Intel, che ha dichiarato: «La nostra convinzione che Intel abbia agito entro i confini della legge non vacilla. Anche se mi pesa dover staccare un assegno ogni volta, penso si tratti di un accordo molto pratico e di un buon compromesso tra le due società. Sotto molti punti di vista, si tratta di una cifra più bassa rispetto ai danni che avrebbe potuto fissare una giuria».

Chiuse le controversie dirette con AMD, secondo alcuni analisti a caro prezzo, sulla scrivania del CEO di Intel rimangono ora le pratiche dei casi avviati dalle autorità di controllo europee e coreane e dal procuratore generale di New York. La società è accusata di aver messo in atto politiche commerciali tese a sfavorire la concorrenza, obbligando di fatto i produttori di personal computer a utilizzare i chip Intel e solo in minima parte le soluzioni offerte proprio da AMD. Gli accertamenti da parte delle autorità di controllo proseguiranno e potrebbero portare a nuove spiacevoli sorprese per Intel, già condannata dalla Commissione Europea a pagare una multa da oltre un miliardo di Euro per la propria condotta. Una decisione contro la quale la società di Santa Clara ha deciso di ricorrere in appello.

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