Il fotovoltaico italiano supera gli 800 MW

di Emanuele Menietti

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In Italia il fotovoltaico ha superato una potenza complessiva pari a 800 MW. La rilevazione giunge dal Gestore dei Servizi Energetici e rilancia il dibattito sul rinnovo degli incentivi per i pannelli per la produzione di energia solare

Giungono notizie incoraggianti sullo stato del fotovoltaico in Italia. Stando all’ultima rilevazione effettuata dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE), la potenza fotovoltaica installata sull’intero territorio nazionale equivale a circa 815 MW. Una cifra notevole che dimostra le potenzialità di una soluzione tecnologica che consente di ottenere energia pulita e rinnovabile a un costo sempre più vantaggioso.

Secondo il GSE, al momento in Italia sono complessivamente attivi oltre 60mila impianti per la produzione di energia elettrica attraverso il solare. I dati della rilevazione fanno riferimento a un anno fa circa e sono dunque in difetto rispetto all’attuale diffusione del fotovoltaico. Nel periodo preso in considerazione dal Gestore terminato lo scorso 18 gennaio 2009, i possessori di 56.142 impianti realizzati con gli incentivi del Conto Energia hanno confermato l’entra in esercizio delle loro strutture in grado di erogare una potenza complessiva pari a 649 MW. A queste soluzioni vanno sommati i 5.731 impianti realizzati con i progetti legati al primo Conto Energia in grado di produrre una potenza totale di circa 164 MW.

«Considerando le ulteriori comunicazioni che perverranno al GSE nelle prossime settimane relative agli impianti entrati in esercizio prima del 31 dicembre 2009, si stima che la potenza fotovoltaica cumulativa in esercizio in Italia a fine 2009 con il Conto Energia supererà i 900 MW» si legge nel comunicato da poco rilasciato dal Gestore dei Servizi Energetici [pdf]. Inoltre, sempre secondo il GSE, entro il prossimo mese di luglio la potenza fotovoltaica complessiva nel Bel Paese potrà raggiungere i 1.200 MW grazie agli ulteriori incentivi messi in campo con il decreto varato nel febbraio del 2007.

Secondo alcuni osservatori, nel corso dei prossimi mesi la corsa verso il fotovoltaico potrebbe subire una sensibile accelerazione. Terminata l’ondata di incentivi particolarmente generosi già previsti si potrebbe profilare all’orizzonte una nuova serie di sussidi meno convenienti e calibrati su un particolare assunto: i nuovi pannelli sono più efficienti e meno costosi dunque offrono una notevole crescita della redditività.

Operatori del settore ed istituzioni preposte a occuparsi della spinosa questione, ministeri dello Sviluppo economico, dell’Ambiente e dell’Economia in testa, sembrano concordare sulla possibilità di una riduzione degli incentivi, ma solo nel caso degli impianti di grandi dimensioni. Le associazioni del comparto premono per un mantenimento delle attuali quote dei sussidi, condizione che dovrebbe facilitare la creazione di nuovi impianti fotovoltaici di dimensioni ridotte da parte dei privati, e sono disposte a concedere un taglio intorno ai 15 punti percentuali degli incentivi per le infrastrutture di grandi dimensioni.

Uno studio realizzato per conto di Asso Energie Future non sembra invece concordare sulla politica dei tagli dei sussidi. Secondo gli autori della ricerca, al momento non vi sarebbero i margini necessari per procedere a un taglio degli incentivi poiché altri fattori, come gli oneri finanziari e l’alta imposizione fiscale, renderebbero oneroso l’investimento iniziale e dunque potrebbero disincentivare l’adozione del fotovoltaico. Gli attuali incentivi andrebbero dunque mantenuti per non perdere il treno dell’innovazione in un comparto vitale come quello delle energie pulite.

L’auspico è che i sussidi possano creare le condizioni per realizzare una filiera industriale compiuta a livello nazionale per l’energia derivante dal fotovoltaico. Stando ai dati forniti nella ricerca, tale condizione consentirebbe di creare un valore aggiunto intorno ai 110 miliardi di Euro e porterebbe alla creazione di oltre 210mila nuovi posti di lavoro. Per i detrattori di questa visione, una eccessiva mole di incentivi rischia invece di drogare il mercato favorendo semplicemente l’importazione dei pannelli e dei moduli di controllo dall’estero, senza contribuire efficacemente alla creazione di una filiera nel nostro paese.

Sullo sfondo del complesso confronto tra le parti per i nuovi incentivi rimangono gli enormi vantaggi per l’ambiente. L’adozione su larga scala del fotovoltaico nel nostro paese potrebbe portare a una riduzione di oltre 6 milioni di tonnellate di anidride carbonica emesse nell’atmosfera, pari a una riduzione del 5% delle emissioni nazionali nel comparto del termoelettrico.

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