Guerra di cifre tra Governo e Bankitalia per lo scudo fiscale

di Emanuele Menietti

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Bankitalia fornisce i propri dati al ribasso sull'operazione scudo fiscale e incassa le critiche del Governo. Oggetto del contendere è la distinzione sulle tipologie di rimpatrio dei capitali. E intanto all'orizzonte si profila un'indagine Ocse

Non si arrestano le polemiche intorno agli effettivi risultati dell’operazione scudo fiscale in Italia. Nel corso degli ultimi giorni, la Banca d’Italia ha fornito i propri dati sulla dimensione dell’iniziativa tesa a favorire il rientro dei capitali detenuti illecitamente all’estero, fornendo cifre inferiori rispetto a quanto prospettato fino a ora dal governo. Il confronto tra le due istituzioni potrebbe divenire ancor più serrato in seguito alla decisione dell’Ocse di aprire un’indagine sulle procedure messe in campo per lo scudo.

Secondo Bankitalia, la cifra effettiva dei capitali rientrati sarebbe molto inferiore rispetto ai 93 miliardi indicati dal Ministero del Tesoro alla fine della prima tranche dell’operazione, terminata lo scorso 15 dicembre 2009. Per gli esperti della Banca d’Italia, in sede governativa si sarebbe giocato sull’ambiguità di alcuni dati senza distinguere chiaramente le cifre frutto dell’effettivo rientro in patria dalle somme di denaro rimaste investite all’estero. I denari riportati entro i confini nazionali sarebbero dunque pari a 35 miliardi di Euro, mentre le attività rimaste investite al di fuori dell’Italia ammonterebbero a circa 50 miliardi di Euro, regolarizzati o rimpatriati solamente sul piano giuridico. Una distinzione importante, che secondo alcuni osservatori non sarebbe stata esplicitata chiaramente dal governo per offrire una visione maggiormente d’impatto sull’esito dello scudo fiscale.

Le informazioni provenienti da Bankitalia sono state fermamente criticate da Roberto Calderoli, Ministro per la semplificazione: «Banca d’Italia o banca d’opposizione? Siamo ormai purtroppo abituati alla politica del “tanto peggio tanto meglio”, un atteggiamento che non si può concedere a una istituzione come la Banca d’Italia che già in passato ha comunicato dati pessimistici e non fondati sull’occupazione. L’operazione scudo fiscale rappresenta il più grande successo di sempre: Bankitalia torni ai suoi doveri istituzionali».

Nonostante le pesanti dichiarazioni del ministro, da via Nazionale non sono giunte repliche sulla delicata questione a testimonianza della tradizionale condotta dell’importante istituzione tesa a non entrare nel confronto prettamente politico. Un no comment esteso anche alle recenti esternazioni del primo responsabile dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, che ha sfiorato la querelle sui dati di Bankitalia ricordando che «I giochi statistici possono essere diversi, ma è la somma che fa il totale. Lo scudo fiscale 2009 si è concluso con uno straordinario successo: 93 miliardi di Euro rimpatriati in Italia ad ogni effetto e due miliardi regolarizzati».

Tuttavia, le dichiarazioni fornite da Befera non modificano nella sostanza quanto fatto rilevare dagli analisti della Banca d’Italia, che hanno diffuso una serie di stime sul rientro fisico o solamente giuridico dei capit

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