Google sotto indagine in sede europea all’ombra di Microsoft

di Emanuele Menietti

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Google ha confermato di aver ricevuto una serie di richieste dalla Commissione Europea, interessata ad appurare l'eventuale presenza di politiche lesive della libera concorrenza. L'iniziativa parte da una serie di proteste riconducibili indirettamente a Microsoft

Google potrebbe presto finire nel mirino dell’Unione Europea con l’accusa di aver violato alcune norme sulla concorrenza nel vecchio continente. L’indiscrezione è stata da poco confermata dal motore di ricerca, ora chiamato a rispondere ai rilievi della Commissione Europea impegnata in una prima serie di indagini nei confronti di Mountain View. La nuova iniziativa potrebbe segnare un nuovo passo sul fronte della protezione della concorrenza in ambito informatico dopo l’annosa querelle tra UE e Microsoft, risoltasi con un accordo che prevede anche l’adozione di un Ballot Screen per la libera scelta di un browser da parte degli utenti.

Stando alle prime informazioni, la Commissione ha inviato ai responsabili di Google una prima serie di richieste per comprendere meglio alcune caratteristiche del motore di ricerca e dei sistemi di advertising. L’impulso per avviare l’indagine è stato fornito da Foundem, un portale che consente di effettuare comparazioni tra prezzi per beni e servizi, da ejustice.fr, un sito francese specializzato nell’analisi di casi giuridici, e dal sito web per lo shopping online Ciao! controllato da Microsoft. La presenza in filigrana del colosso dell’informatica sembra configurarsi come una ripicca nei confronti di Google.

Secondo Foundem, la società di Mountain View avrebbe messo in campo una serie di strategie nel Regno Unito per penalizzare la propria presenza nelle pagine dei risultati. Tale condotta avrebbe consentito a Google di ostacolare la crescita del portale, un potenziale concorrente in alcuni segmenti del mercato dominato dal motore di ricerca. Sempre secondo i responsabili di Foundem, la penalizzazione sarebbe stata rimossa solo dopo alcuni mesi, facendo sensibilmente aumentare le visite al portale a dimostrazione della bontà delle lamentele formulate. Una tesi seccamente respinta dai responsabili di Mountain View, che hanno attribuito alla mancanza di contenuti originali la scarsa visbilità di Foundem sulle proprie pagine dei risultati.

«Comprendiamo quanto siano importanti le politiche legate al ranking per i siti web, specialmente per quelli commerciali, poiché un alto ranking consente in genere di guadagnare maggiori volumi di traffico. Siamo inoltre i primi ad ammettere che il nostro sistema di ricerca non è perfetto, ma si tratta di un problema molto difficile da risolvere nella scienza dei computer. Immaginate di dover calcolare il rank per i 272 milioni di possibili risultati per una parola di ricerca molto usata come iPod su uno schermo di computer in appena alcuni millisecondi. È una sfida che affrontiamo ogni giorno milioni di volte» scrivono i responsabili di Google in un post da poco pubblicato sull’European Public Policy Blog, giustificando le possibili disparità che talvolta si verificano durante la ricerca di uno o più termini tramite il motore di ricerca.

Le proteste formali di Ciao! sono, invece, legate ad alcuni termini e condizioni adottati da Google che violerebbero parte delle norme previste in sede europea per la libera concorrenza. Il caso era stato inizialmente portato all’attenzione delle autorità tedesche, ma la competenza è stata ora passata all’Unione. Con declinazioni diverse, anche ejustice.fr contesta le politiche messe in campo dalla società di Mountain View sul fronte della concorrenza.

Ciao! e lo stesso Foundem possono essere ricondotte all’area di influenza di Microsoft. La società di Redmond ha acquisito Ciao! nel corso del 2008 e lo spazio online è ora legato al motore di ricerca Bing, mentre Foundem fa parte di ICOMP, realtà fondata anche grazie al contributo del colosso dell’informatica. Microsoft aveva, del resto, sollevato in più di una occasione il problema della presunta posizione dominante sul mercato delle ricerche online di Google, senza però procedere all’avvio di una protesta formale in sede europea.

Microsoft avrebbe dunque deciso di sondare il terreno attraverso un’iniziativa indiretta che non la veda direttamente coinvolta. La società è impegnata nella difficile impresa di conquistare nuove fette di mercato nel comparto delle ricerche online a scapito di Google. Nonostante la bontà dei servizi offerti, il motore di ricerca Bing targato Redmond fatica ancora ad affermarsi sul mercato, anche a causa del considerevole market share detenuto da Mountain View.

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