Viaggio fra le economie mondiali: Costa d’Avorio

di Barbara Weisz

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Primo produttore mondiale di cacao, fra i leader anche nel caffè, esporta mogano, ha buone infrastrutture, ma paga instabilità politica e corruzione

Dopo anni di guerra civile, recentemente la Costa d’Avorio ha raggiunto una certa stabilità politica, pur continuando ad essere percorso da tensioni. L’incertezza politica è senz’altro uno dei fattori che maggiormente indeboliscono un’economia che, altrimenti, sarebbe una delle più fiorenti dell’Africa sub sahariana.

Si tratta, però, di un paese molto concentrato sull’agricoltura e sulle materie prime, dove l’industrializzazione e soprattutto i servizi devono fare ancora passi avanti. Ma c’è una buona rete infrastrutturale. La ricchezza numero uno del paese è rappresentata dal cacao, di cui è il primo produttore mondiale, rappresentando circa il 40% del fabbisogno dell’intero pianeta.

La Costa d’Avorio è anche leader nella produzione di caffè, fra i primi cinque produttori mondiali. L’agricoltura è il settore più sviluppato dell’economia, e impiega circa il 70% della forza lavoro. Si coltivano anche cotone, alcuni frutti tropicali, e soprattutto per il mercato interno mais, manioca, riso. Molto importante anche il settore del legname con prodotti pregiati come il mogano, largamente esportato. Ma lo sfruttamento incontrollato di questa risorsa, con la conseguente deforestazione, sta creando notevoli danni ambientali.

Di una certa importanza anche l’attività estrattiva, in un territorio relativamente ricco di diamanti, gas, nichel e oro. Nel sottosuolo c’è anche il petrolio, settore che sta registrando una crescita (nei pressi della capitale c’è una raffineria). Un altro punto di forza è la pesca, con la capitale Abidjan che è il primo centro del continente africano per la pesca del tonno. Quanto all’industria, ha una certa importanza quella alimentare (zuccherifici, oleifici) ma anche il tessile, il cemento, la chimica, i prodotti di consumo.

Fra i paesi dell’Africa subsahariana spicca per il livello delle infrastrutture: dispone di due porti, ha una rete stradale sviluppata, efficienti comunicazioni telefoniche e anche informatiche. La competitività del paese (al 116esimo posto nella graduatoria del World Economic Forum) è frenata, come detto, dai rischi di instabilità politica, dalla corruzione e dall’inefficienza delle istituzioni. È anche molto basso il livello di istruzione, sia primaria che superiore.