Piaggio punta su Asia e Africa, il piano delude

di Barbara Weisz

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Stime conservative e prese di beneficio fanno scendere il titolo. Il piano al 2013: espansione in Asia, focus sull'Africa, meno personale in Italia

Un nuovo stabilimento in India, dove nel 2012 verrà lanciata la Vespa. L’ampliamento della fabbrica in Vietnam, per soddisfare l’aumento della domanda nel Sud Est Asiatico. Lo sviluppo in Cina, dove l’azienda ha una joint venture con Zongshen, ma valuta l’ipotesi di proseguire da sola.

In Italia si punta a ridurre l’occupazione, in modo definito «non traumatico», puntando sui prepensionamenti, ma anche a trasferire dalla Spagna la produzione realizzata da Derbi. E infine, focus sull’Africa, in cui per ora non si aprono siti produttivi, ma si realizzerà una fase di sviluppo in un mercato ritenuto «molto interessante» fra 4-5 anni. Sono i princiapali punti del piano industriale al 2013 presentato oggi da Piaggio, che nel periodo in questione vede il fatturato a 1,9 miliardi e margini al 15%.

Il titolo a Piazza Affari ha reagito negativamente, lasciando sul terreno circa il 6% del proprio valore. Gli analisti ritengono che i target indicati siano conservativi, ed evidenziano comunque come siano probabilmente scattate prese di profitto dopo che l’azione negli ultimi tempi aveva corso parecchio (+20% dall’inizio del mese).

Tornando ai target di bilancio, nel 2009 il gruppo ha chiuso con ricavi a 1,5 miliardi e un Ebitda al 13,5% a 200,8 milioni. Come detto, al 2013 il fatturato è previsto a 1,9 mld con un Ebitda del 15% a 285 milioni. Quest’anno si chiuderà con margine del 13,3% (quindi più basso dell’anno scorso) su un fatturato sostanzialmente invariato a 1,5 miliardi. I ricavi cresceranno l’anno prossimo a 1,650 mld, e l’Ebitda si porterà al 13,4%, nel 2012 rispettivamente 1,780 mld e 14,2%. 

Al 2013 il debito netto è previsto a 300 milioni, dai 352 del 2009. Quanto agli investimenti, saranno pari a 310 milioni, di cui 130-140 milioni dedicati alle due ruote, 50 milioni ai veicoli commerciali a 3 e 4 ruote, 100 mln alle strutture industriali e 25 milioni ad altre voci.

«Siamo stati molto prudenti, in fondo questo è un piano conservativo, speriamo di fare di più», ha spiegato durante la conference call il presidente e ad Roberto Colaninno.

L’impianto che verrà realizzato in India produrrà veicoli nei segmenti scooter e bike, come detto verrà potenziato lo stabilimento PIaggio Vietnam. Quanto alla Cina, Colaninno ha spiegato che le autorità di Pechino “puntano tutto sui motori elettrici”, e ha aggiunto: “dobbiamo decidere se, su questo nuovo mercato, andremo da soli o con la joint venture. Prenderemo la decisione nei prossimi mesi, ma lo sviluppo avverrà nei prossimi anni”.

L’Africa, invece, «tra 4 o 5 anni sarà un mercato straordinario», l’azienda in questi tre anni studierà lo sviluppo nel continente per avere poi i risultati «negli anni successivi». In Europa l’obiettivo è «consolidare la leadership nei segmenti dello scooter» e «incrementare le quote di mercato nel settore moto per i marchi Aprilia e Moto Guzzi».

Infine l’Italia, capitolo delicato perchè se per ora il piano di ridimensionamento del personale è appunto previsto in modalità non traumatica, se la domanda dovesse rimanere bassa la riduzione sarà più drastica. Nella Penisola arriverà comunque la produzione spagnola, con 200 dipendenti.

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