Compensi, nuovo record a Wall Street

di Barbara Weisz

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Grandi banche e aziende finanziarie quotate si preparano a sborsare la cifra record di 144 miliardi di dlr fra stipendi e bonus. Un'indagine del Wsj

Le grandi aziende quotate a Wall Street, in particolare quelle del settore finanziario, si preparano a pagare ai propri dipendenti compensi e bonus per una cifra record: 144 miliardi di dollari, il 4% in più rispetto a quelli concessi nel 2009, che a loro volta avevano rappresentato un record.

Lo rileva il Wall Street Journal, che ha svolto una specifica inchiesta su 35 società che fanno parte del listino del Nyse, fra cui ci sono le grandi banche, ma anche gli hedge funds e i broker.

Il risultato è che in 26, delle 35 società esaminate, i compensi (che comprendono lo stipendio, i bonus, le stock options e benefit vari a dirigenti e dipendenti) sono saliti. L’indagine sottolinea come in realtà sono cresciuti anche i ricavi (in base alle attese, saranno intorno ai 448 miliardi, dai precedenti 433), in ben 29 delle 35 società analizzate. Ma l’aumento del fatturato è inferiore a quello dei compensi.

In termini percentuali, il livello dei compensi è uguale a quello dell’anno scorso, il 32,1% del fatturato, mentre è più basso rispetto ai livelli del 2008 e del 2007, quando nelle buste paga sono andati rispettivamente il 33,9% e il 36% dei ricavi.

Ma, sottolinea il Wall Street Journal, la cifra totale dei compensi previsti per quest’anno resta del 23% più alta rispetto a quella del 2006. Nello stesso periodo, gli utili, che pure quest’anno sono tornati a riprendersi dopo la crisi finanziaria (stime per un totale di 61,3 miliardi), rispetto a quattro anni fa sono più bassi del 20%.

In termini molto semplici, si potrebbe dire che le società prese in esame sono state più remunerative per i dipendenti che non per gli azionisti. In generale, le società non hanno commentato nel dettaglio i livelli dei compensi, ma in diversi casi hanno sottolineato che se non pagano adeguatamente finiscono per perdere i migliori talenti. Comunque i risultati dell’indagine, sottolinea il Wall Street Journal, tendono ad evidenziare che le aziende continuano a determinare i propri compensi più in base alle condizioni dell’economia e del mercato che non alle pressioni che arrivano dalle autorità di regolamentazione.

Comunque sia, non tutte le aziende hanno alzato compensi e bonus. Per esempio Citigroup, che è ancora al 12% partecipata dal governo americano, pur davanti a stime di fatturato in crescita del 4% ha abbassato i compensi dell’8%. Andamento opposto in Goldman Sachs e in Bank of America, dove i ricavi scendono e gli stipendi salgono. Nel dettaglio, il fatturato di Goldman è atteso in calo del 13,5% a 39,1 miliardi (dai 45,2 del 2009), mentre le buste paga saliranno del 3,7% a 16,8 miliardi dai 16,2 del 2009.

In Morgan Stanley il rapporto fra stipendi ed entrate è destinato a scendere al 49%, rispetto al 62% raggiunto nel 2009, anche a causa dell’acquisizione del 51% della divisione brokerage di Citigroup. Quanto alle società finanziarie diverse dalla banche, Blackstone a fronte di un fatturato visto in crescita del 50% erogherà compensi più alti del 12% rispetto al 2009, mentre per esempio Fortress (che quest’anno ha chiuso due fondi) vedrà stipendi e bonus salire del 29% e i ricavi in rialzo del 16,6%.