Expo 2015, si attende il via libera dei privati

di Barbara Weisz

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Entro stasera dovrà arrivare la risposta di Fiera e gruppo Cabassi all'ipotesi del comodato d'uso, con la cessione gratuita di parte dei terreni

In extremis, come volevasi dimostrare. Sulla disponibilità dei terreni che dovranno ospitare l’Expo 2015 il Comune di Milano ha incassato ieri il via libera della Regione, e ora manca solo l’ok dei privati, ovvero della Fondazione Fiera e del gruppo Cabassi.

Entrambe le risposte sono attese in queste ore, il termine fissato dal sindaco Letizia Moratti è infatti stasera. A meno di colpi di scena dell’ultima ora, è tutto pronto per inviare la documentazine necessaria al Bureau des Exposition di Parigi entro il 18 ottobre, ultimo giorno utile.

L’approvazione della Regione è maturata nel corso della seduta di ieri del Consiglio. «Abbiamo sostenuto la Newco, la spa con partecipazione pubblica maggioritaria allargata ai privati per l’acquisizione delle aree. Il Commissario cui è stato affidato l’Expo preferisce invece percorrere la strada degli accordi con i privati. E allora con buonsenso e realismo ne prendiamo atto, consapevoli che dobbiamo comunque garantire il nostro supporto affinché l’Esposizione Universale del 2015 possa svolgersi regolarmente». Così il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, si è rivolto all’aula riunita in sessione straordinaria dedicata all’Expo, che al termine del dibattito ha visto un’approvazione bipartisan di alcuni punti dell’ordine del giorno presentato da Pdl e Lega, mentre Pdl e Udc hanno a loro volta approvato alcune parti del documento di Pd, Sinistra ecologia e Libertà e pensionati.

In particolare, la maggioranza ha approvato «l’attuazione di una rapida soluzione mediante l’accordo con i privati proprietari delle aree situate nel sito espositivo, vigilando altresì che le condizioni di legittimità e convenienza economica siano pienamente rispettate a garanzia dei principi di pubblico interesse», mentre le parti su cui è stata registrata la convergenza dell’intero consiglio (tranne due astensioni) riguardano l’impegno di Presidente e Giunta a tutelare la trasparenza e vigilare per evitare possibile inflitrazione malavitose, ad aprire un dibattito sulla «grande funzione urbana» di Milano sulle aree Expo dopo il 2015, a garantire l’eccellenza della sanità lombarda come «vetrina della salute», a promuovere il sistema economico lombardo all’interno dell’Esposizione Universale e a sostenere accordi per la promozione dei territori regionali.

E ancora, consenso unanime sull’ordine del giorno delle opposizioni per la valorizzazione della compatibilità e sostenibilità ambientale e per la loro conguità in base agli accordi di programma.

Ora parola alla Fondazione Fiera, proprietaria dei due terzi delle aree, e al gruppo Cabassi, che possiede la parte rimanente. Devono rispondere alla lettera spedita dalla Moratti la scorsa settimana (dopo una cena a casa del Sindaco, con il presidente della Provincia, Guido Podestà, e il numero uno della Regione, Roberto Formigoni), che prevede la cessione gratuita della parte di terreni che resteranno ad uso pubblico anche dopo l’Exp (circa 500mila metri quadri) e il comodato d’uso gratuito per le altre aree fino ai 18 mesi successivi alla fine dell’Expo, quando torneranno ai proprietari e saranno edificabili.

Nel caso, ormai altament5e improbabile, di risposte negative, la Regione continua a non escludere l’ipotesi di una newco per l’acquisto dei terreni, mentre resterebbe in piedi anche l’ipotesi di un esproprio da parte del commissario straordinario, che è il sindaco Letizia Moratti.

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