Concorrenza, multa a Mastercard e otto banche

di Barbara Weisz

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L'Antitrust decide una sanzione di 6 milioni di euro ripartiti fra Mastercard e gli otto istituti. La società delle carte di credito annuncia ricorso

«Intese restrittive della concorrenza finalizzate a mantenere alta la commissione interbancaria sui pagamenti attraverso le carte di credito e di debito».

Con questa motivazione l’Antitrust ha multato Mastercard e otto banche (Mps, Bnl, Banca Sella Holding, Barclays Bank, Deutsche Bank, Intesa Sanpaolo, ICBPI e Unicredit), con una sanzione complessiva di 6 milioni di euro, variamente distribuiti fra la società che emette le carte di credito e gli istituti. Mastercard ha annunciato ricorso.

La Commissione Garante della Concorrenza accusa Mastercard di praticare una commissione interbancaria multilaterale (Mif), «pari mediamente allo 0,90%», che è «superiore del 30-40% a quella applicata dal circuito concorrente Visa» e più salata di quella, pari allo 0,30%, applicata sulle operazioni transfrontaliere. Questo, «in assenza di motivazioni economiche connesse all’efficienza complessiva del sistema».

Quanto alle otto banche, viene contestata la fissazione, nei contratti con gli esercenti che accettano i pagamenti con carte di credito, «di specifiche clausole» che di fatto favoriscono il marchio Mastercard a scapito di altri strumenti di pagamento che praticano commissione più basse.

Il provvedimento prevede che entro 90 giorni Mastercard debba fissare una commissione che abbia una giustificazione economica e le banche debbano rivedere gli accordi di convenzionamento con i negozi.

Le multe sono così ripartite: 2,7 milioni per MasterCard, 910mila euro per il Monte dei Paschi di Siena, 240mila per Bnl, 360mila per Banca Sella Holding, 50mila per Barclays Bank, 200mila per Deutsche Bank, 700mila per Intesa Sanpaolo, 490mila per l’Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane e 380mila per Unicredit. 

Come detto, Mastercard ha annunciato ricorso. La società ritiene che la decisione non «favorisca l’innovazione in Italia, rallenti la migrazione del contante ai pagamenti elettronici e comporti costi più elevati per la società del suo complesso e per il consumatore in particolare», sottolinea di aver «fortemente investito per portare innovazione e modernizzazione nell’area dei sistemi di pagamento» e cita recenti studi della Banca d’Italia per cui «il contante ha un costo annuo non percepito di 10 mld di euro sostenuto per due terzi dai consumatori italiani e dalle imprese».

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