Arenaways al via, ma solo da Milano e Torino

di Barbara Weisz

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Lunedì parte il servizio del primo operatore ferroviario privato italiano, ma è subito polemica: negato il permesso per le fermate intermedie

I primi treni viaggeranno, come previsto, lunedì 15 novembre. Ma è una partenza difficile quella di Arenaways, perché almeno per ora il convoglio giallo-arancio dell’operatore piemontese, prima società privata ferroviaria italiana ad accendere i motori, potrà collegare solo Milano e Torino, non le fermate intermedie. Lo ha deciso l’Ufficio per la Regolazione dei Servizi Ferroviari, per evitare interferenze «con i servizi per i quali è previsto un contributo pubblico». L’ad Giuseppe Arena: «soluzione assurda».

Comunque, pur con un servizio ridotto, lunedì i primi passeggeri potranno salire sui treni che fermeranno nelle stazioni del capoluogo lombardo e di quello piemontese che fanno parte del percorso di Arenaways, ovvero Torino Lingotto e Torino Porta Susa e Milano Rogoredo, Porta Garibaldi e Rho Fiera. Abolite, invece, almeno per ora, le fermate di Arquata Scrivia, Novi Ligure, Alessandria, Asti, Santhià, Vercelli, Novara, Pavia e Voghera.

Secondo l’orario previsto inizialmente, che potrebbe però subire variazioni in seguito alla soppressione delle fermate intermedie, i primi convogli partiranno da Torino Lingotto alle 7,10 del mattino e da Milano Rogoredo alle 6,23 e termineranno rispettivamente nella stazione torinese alle 22,06 e in quella milanese alle 20,58.

Da oggi dovrebbe essere possibile acquistare i biglietti, sia in rete che presso i rivenditori autorizzati. La corsa Milano-Torino costa 17 euro. I biglietti si possono acquistare anche a bordo del treno senza sovrapprezzo e il rimborso scatta dopo i 30 minuti di ritardo, anche se questo è determinato da problemi infrastrutturali.

Detto questo, l’ad della compagnia non nasconde l’amarezza per i disguidi legati alle fermate intermedie. L’ufficio che ha disposto il provvedimento, fa sapere l’operatore ferroviario, «aveva già inviato ben tre solleciti a RFI perché firmasse il contratto di servizio, che avrebbe permesso alla compagnia di non richiedere il rinnovo delle tracce giorno per giorno consentendole di operare sulle fermate richieste fino allo scadere dell’anno ferroviario in corso e del successivo», poi martedì sera «ha cambiato direzione e accolto la posizione sollevata dalla Regione Piemonte e da Trenitalia secondo cui il servizio di Arenaways comprometterebbe l’equilibrio economico dei contratti di servizio esistenti».

La soluzione che ne è derivata è, secondo Giuseppe Arena, «assurda per molti motivi: innanzi tutto rappresenta un grave danno per tutto il sistema Piemonte, un’opportunità di scelta negata a tutti i passeggeri che avrebbero voluto un’alternativa e ovviamente anche per l’operatività dell’azienda».

Insomma, un pasticcio, questo è fuori discussione. Nel frattempo, parte un servizio senz’altro innovativo, destinato a una clientela di pendolari e viaggiatori frequenti, con un’unica classe e una serie di servizi mirati: una bottega di bordo per uno snack, ma anche per acquistare pane, latte o piatti pronti da portare via, il collegamento WiFi a partire dal 2011, la possibilità di acquistare i quotidiani, i monitor per seguire le news, il meteo, la borsa, ma anche per consultare l’oroscopo o vedersi un film, servizi per i bambini, una carrozza per animali e biciclette prevista per il futuro, una macchinetta per lucidarsi le scarpe o, disponibile a breve, un servizio lavanderia.

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