Discovery: tra i musei Usa è guerra per aggiudicarsi gli shuttle

di Barbara Weisz

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Offerte milionarie da 21 istituzioni per il Discovery, veterano degli shuttle che vanno in pensione. Houston, Cape Canaveral, New York e non solo.

L’ultima missione si è conclusa l’altro ieri, alle 17:57 ora italiana, ovvero le 11:57 in Florida, dove lo Space Shuttle Discovery è atterrato al Kennedy Space Center di Cape Canaveral. E adesso, dopo 27 anni di onorata carriera, il veterano delle missioni spaziali a stelle e strisce va in pensione. Dove si ritirerà? Si saprà il prossimo 12 aprile, giorno in cui il generale Charles Bolden renderà nota la decisione della Nasa.

Una scelta non facile, visto che per aggiudicarsi la navicella, e con essa un pezzo di storia americana, stanno facendo a gara i più importanti musei ed enti di settore americani. Alla National Aeronautics and Space Administration sono arrivate 21 offerte, milionarie e, come si conviene a un tal oggetto, avvenieristiche.

Due le esigenze che la Nasa ha chiesto di soddisfare: lo spazio espositivo che ospiterà il Discovery dovrà essere al chiuso, e le spese di spedizione saranno a carico del ricevente. Si tratta di un costo per nulla irrilevante: 28,8 milioni di dollari, che serviranno a preparare lo shuttle e a trasportarlo, attaccandolo a un Boeing 747. 

Fra i tanti candidati, c’è naturalmente il centro spaziale di Houston, in Texas, che vorrebbe ospitarlo al Nasa visitor Center, e che per sottolineare una sorta di diritto naturale ha avviato una campagna di marketing dal titolo emblematico:”Bring the Shuttle Home“, portiamo a casa lo Shuttle.

Con una facile battuta si potrebbe dire che però “a Houston hanno un problema“: a concorrere per avere la navicella c’è anche – giusto per citare un’altra base che ritiene di poter aspirare a una precedenza – il Kennedy Space Center della Florida, che ha messo sul piatto un progetto da 100 milioni di dollari e che, per oltre 30 anni, è stata la rampa di lancio degli Shuttle.

Ma anche da New York c’è una richiesta eccellente, da parte dell’Intrepid Sea, Air and Space Museum, che si trova sulla portaerei del Pier 42, a Manhattan, ma che per l’illustre ospite ha promesso di allestire una spazio dedicato, nel capannone gigante del Pier 86, e a sostegno del ricco progetto ha raccolto le firme di 150mila vip.

Dalla Grande Mela si vola a Seattle, dove spiegano di essere la capitale degli astronauti a stelle e strisce (sono 27 quelli nati o cresciuti qui) nonchè il luogo di origine del Boeing 747, e dove la navicella sarebbe esposta al Museum of Flight. E poi ancora lo Smithsonian National Air and Space Museum di Washington, dove già hanno un prototipo dell’Enterprise, o il “California Science Center” di Los Angeles o ancora il museo dell’aviazione di Dayton, in Ohio, sostenuto dalla Casa Bianca.

Una gran competizione, insomma, che si concluderà il giorno del trentesimo anniversario del primo volo di uno shuttle, avvenuto il 12 aprile 1981 (la navicella era il Columbia). Eventualmente, per chi non riuscirà ad aggiudicarsi il Discovery, ci potranno magari essere due premi di consolazione, rappresentati dall’Endeavour e dall’Atlantis, gli altri due shuttle che stanno per andare in missione segnando la fine di un’era delle missioni spaziali americane, ma che non hanno ancora finito di lavorare: in aprile e in giugno voleranno ancora nello spazio.