Stress test, 24 miliardi alle banche irlandesi

di Barbara Weisz

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I quattro maggiori istituti del paese hanno bisogno di nuova liquidità. Dal governo un piano di riassestamento, resteranno due grandi banche.

Le banche irlandesi hanno bisogno di 24 miliardi di euro. È il risultato degli stress test effettuati dall’istituto centrale di Dublino sulle quattro principali banche del paese, simulando una serie di scenari estremi. Una cifra attesa, ma che non riesce a rassicurare i mercati, la cui attenzione si concentra ora sul modo in cui verrà rifinanziato il settore.

Per far fronte alla crisi finanziaria, il ministro delle Finanze Michael Noonan ha annunciato un piano che prevede la creazione di due banche universali: Bank of Ireland, e un secondo pilastro che si formerà dalla fusione di Allied Irish Banks con EBS.
Innanzitutto i risultati dei test: Allied Irish Bank ha bisogno di 13,3 miliardi, Bank of Ireland di 5,2 miliardi, EBS Building Society di 1,5 miliardi, Irish Life & Permanent di 4 miliardi. La ricapitalizzazione consentirebbe agli istituti di aver un core tier del 10,5% in condizioni di normalità e del 6% sotto pressione.

Queste le necessità di un sistema che negli ultimi mesi ha già avuto bisogno di massicce iniezioni di liquidità: 85 miliardi presi dalle operazioni di finanziamento della Bce, e 70 miliardi dai fondi di emergenza della banca centrale nazionale.

Sulle modalità che saranno decise per reperire fondi regna ancora una certa incertezza: il ministro Michael Noonan ha spiegato al Parlamento che «verranno chiesti contributi significativi» anche ai «titolari di debito subordinato, vendendo asset per generare capitale e, se possibile, cercando investitori nel settore privato».

La Banca Centrale Europea è intervenuta decidendo, ieri sera, di eliminare il requisito di rating minimo sul debito permettendo quindi agli istituti di reperire liquidità attraverso le operazioni contro contro termine di Francoforte. Una decisione importante, visto che lo stesso ministro delle finanze di Dublino ritiene prevedibile che il paese vada incontro a ulteriori downgrade.

«Il meglio che potessimo sperare è l’impegno annunciato ieri sera di continuare a finanziare l’Irlanda a 1%» ha dichiarato Noonan, aggiungendo che «si tratta di un impegno importante messo per iscritto dalla Banca centrale europea che permetterà alle banche irlandesi di andare avanti».

Il piano annunciato a grandi linee da Dublino prevede che i capitali vengano utilizzati per riorganizzare il sistema bancario intorno a due grandi pilastri (il primo rappresentato appunto dalle attività di Bank of Ireland, il secondo da Allied Irish e Ebs) e dalla ristrutturata Irish Life and Permanent. 

Sui mercati ha sofferto l’intero settore bancario europeo. In Piazza Affari ieri hanno perso terreno tutti i principali istituti, Unicredit, IntesaSanPaolo, Banca Popolare di Milano, Mps, Ubi Banca. E anche oggi, Unicredit e IntesaSanPaolo sono fra i titoli in maggiore ribasso sul paniere prinicipale.