Energie rinnovabili, boom di investimenti mondiali

di Carlo Lavalle

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Privati e governi investono sempre di più nelle tecnologie rinnovabili. La Cina è alla testa della classifica mondiale.

Un nuovo vertiginoso salto in avanti degli investimenti nelle rinnovabili su scala globale che nel 2010 raggiungono la cifra di 211 miliardi di dollari rispetto ai 160 miliardi del 2009. Lo accerta il rapporto “Global Trends in Renewable Energy Investment 2011” curato da Bloomberg New Energy Finance per conto dell’Unep (Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente).

I fattori di traino di questo travolgente crescita, che registra un incremento del +540% dal 2004, sono la creazione di fattorie del vento in Cina e la produzione di pannelli fotovoltaici in Europa,  soprattutto per impianti di piccola taglia.

Fatto importante, per la prima volta i paesi in via di sviluppo superano quelli più sviluppati in termini di nuovi investimenti finanziari, esattamente 72 miliardi di dollari contro i 70 spesi dalle economie avanzate. Solo nel 2004 il livello di investimenti nelle economie in via di sviluppo rappresentava appena un quarto dei paesi sviluppati.

La Cina con i suoi 48,9 miliardi investiti in rinnovabili è la nazione leader nel mondo. Ma oltre alla regione asiatica, che vede anche l’India realizzare investimenti per 3,8 miliardi di dollari, altre aree meno sviluppate come Sud e Centro-America (+39%) e Medio Oriente ed Africa (+104%) conseguono ottimi risultati. Nell’insieme Cina e paesi in via di sviluppo sono oggi i maggiori investitori in progetti a fonti rinnovabili su larga scala.

Un altro aspetto positivo messo in evidenza dal rapporto è costituito dalla crescita del settore R&S, ormai a quota 5 miliardi di dollari, implementato dai governi, dato che incide sulle prospettive a lungo termine della green economy e dell’energia sostenibile.

Tuttavia, il rapporto sottolinea anche che in diverse aree si è assistito ad un regresso. In Europa gli investimenti su progetti a fonti rinnovabili su larga scala, segnatamente impianti eolici, subiscono un arretramento. In compenso, decollano gli impianti rinnovabili su piccola scala, segnatamente tetti solari. In tutti i paesi europei cresce vorticosamente l’impiego dell’energia solare grazie alla tariffe feed-in, particolarmente in Germania dove aumentano del 132% gli investimenti in piccola capacità distribuita. Il costo dei moduli fotovoltaici scende inoltre del 60% in rapporto al 2008 rendendo molto competitiva questa modalità di produzione energetica.

Ugualmente scendono del 18% i prezzi delle turbine eoliche e nel complesso l’energia del vento continua a dominare nel 2010 il panorama mondiale degli investimenti dei progetti su larga scala.

Con 11 miliardi di investimenti invece biomasse ed energia da rifiuti hanno la meglio sui biocombustibili che dopo l’esplosione del 2006 cadono in picchiata.

Lo slancio verso le fonti rinnovabili e la green economy rimane talmente sostenuto che secondo gli estensori del documento delle Nazioni Unite ulteriori miglioramenti nei costi delle tecnologie pulite pongono una serie sfida al predominio delle fonti fossili nei prossimi anni benché il ribasso dei prezzi del gas naturale possa danneggiare lo sviluppo delle energie rinnovabili dando il via alla costruzione di nuove centrali a gas.

L’uscita del “Global Trends in Renewable Energy Investment 2011” ha coinciso con l’avvio di una collaborazione tra Unep e Frankfurt School of Finance & Management che ha portato alla nascita del Collaborating Centre for Climate and Sustainable Energy Finance. Il suo obiettivo è quello di mobilitare gli investimenti internazionali in energia sostenibile e di rafforzare i relativi mercati in maniera da ridurre le emissioni di gas serra con soluzioni di efficienza.