Bertone, ecco il museo di auto storiche

di Barbara Weisz

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Aprirà nel 2012, ma c'è un'anteprima in questo novembre 2011, il Museo di auto storiche della Bertone. La collezione è patrimonio artistico nazionale.

Quanto la storia di un’azienda si fonde con il patrimonio storico del paese. Succede, ad esempio, in casa Bertone, storico marchio del design automobilistico italiano. Il centesimo compleanno dell’azienda piemontese, fondata nel 1912 da Giovanni Bertone, coinciderà con un evento speciale: la collezione Bertone di auto storiche diventerà un museo. Con un decreto legislativo il ministero dei Beni e delle Attività Culturali ha stabilito che la collezione, che conta una ottantina di modelli che “raccontano” un secolo di storia dell’auto italiana, fa parte del patrimonio artistico nazionale del paese.

Sarà dunque un centenario importante quello che si festeggerà nel 2012, per un’azienda familiare storica del Made in Italy che negli ultimi anni ha vissuto parecchi cambiamenti: nel 2009, la carrozzeria di Grugliasco e l’attività produttiva sono state cedute alla Fiat. E Bertone si è convertita in azienda di servizi, che punta sull’engineering, sulle fuoriserie di lusso, ma anche sull’ICT applicato all’automotive, sulla ricerca, sullo sviluppo sostenibile, sui nuovi materiali (ad esempio con le divisioni Energia e Glass).

Ma torniamo alla collezione che Lilli Bertone, l’attuale presidente, è riuscita a riconquistare all’asta per 2,2 milioni di euro. Il museo avrà sede a Caprie, vicino a Torino, presso la sede dell’azienda, in quello stabilimento che era stato progettato personalmente da Nuccio, figlio del fondatore.

Grande la soddisfazione di Lilli Bertone per il decreto legislativo che certifica il valore artistico e storico di una collezione che a buon diritto diventa così un museo: il provvedimento, spiega, «arriva in un momento per noi carico di significati. Siamo ormai l’unico car designer italiano indipendente e l’anno prossimo festeggeremo il centenario dell’azienda». E’ un «riconoscimento» accolto «con gioia e profonda soddisfazione» e che lancia un «messaggio molto chiaro: tutti gli sforzi che abbiamo fatto e stiamo facendo, giorno dopo giorno, per mantenere la nostra indipendenza e soprattutto per fare crescere l’azienda senza delocalizzare, ovvero scappare dall’Italia, vengono ufficialmente riconosciuti a livello istituzionale».

Il Museo, prosegue Lilli Bertone, ha comportato «un impegno economico di 2,7 milioni di euro». Dunque, «un grosso investimento, che si inserisce in un disegno strategico di più ampio respiro, finalizzato a potenziare l’azienda sui mercati internazionali mantenendone intatta quella italianità, che tutto il mondo ci riconosce».

Bertone sta assumendo 60 ingegneri per la sede di Caprie e ha aperto due sedi operative, a Pechino e Monaco di Baviera, per seguire i clienti.

Il museo aprirà al pubblico nel 2012, ma chi volesse vedere prima la Giulietta Sprint Speciale degli anni ’50, oppure la Lamborghini Miura degli anni ’60 o la leggendario Stratos (Lancia) degli anni ’70, c’è un appuntamento in anteprima: domenica 13 novembre il museo sarà eccezionalmente aperto, con orario 10-12 e 14-17 e ingresso libero.

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