Lavoro e famiglia: si punta su asili nido e baby sitter

di Massimiliano Santoro

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Asili nido e baby sitter: questi i "voucher sociali" che vorrebbero le donne che lavorano in Lombardia, dove 1 impresa su 5 è "in rosa".

Prima dell’estate il Parlamento italiano ha approvato una legge che prevede una parità di accesso agli organi di controllo e di amministrazione delle società quotate. Insomma, più donne nei Cda. Ma il conciliare gli impegni lavorativi, gravosi se si fa riferimento alle top manager, con quelli altrettanto faticosi dell’accudimento e della crescita dei propri figli è il sogno di ogni famiglia e soprattutto di ogni donna italiana.

L’indagine dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Monza e Brianza “Conciliazione e lavoro” svolta su circa 400 imprese lombarde ha messo in evidenza che, se ci fosse la possibilità anche per le donne in carriera e per le famiglie di usufruire di un ticket-voucher da destinare ai servizi alla persona, i lombardi lo impiegherebbero principalmente per finanziare un servizio di asilo nido (43,7%) e di servizio di baby sitting (19%) e solo per il 4,7% degli intervistati per l’assunzione di una badante.

Questi temi sono stati affrontati in occasione della presentazione dello studio di fattibilità che è stato effettuato in Camera di commercio, “Ticket di conciliazione e Welfare aziendale: una strategia possibile per la sostenibilità”, promosso dalla Camera di commercio di Monza e Brianza, in collaborazione con Formaper, Confindustria Monza e Brianza, Regione Lombardia, Provincia di Monza e Brianza e Assessorato alle Politiche Giovanili e Pari Opportunità del Comune di Monza.

E, almeno stando agli ultimi dati, l’universo delle donne operanti nel mondo dell’imprenditoria continua a crescere di anno in anno. Infatti, da un’elaborazione dell’Uffici Studi della Camera di Commercio di Monza e Brianza su dati del Registro Imprese, emerge che sono 172.373 le imprese in rosa attive in Lombardia con una crescita annuale dello 0,7%.

Dal punto di vista della crescita annuale, il maggio incremento percentuale si è registrato nella provincia di Monza e Brianza (+2,4%, 12.848 imprese, con maggiore presenza nel settore dei servizi), seguita da Lecco (+1,7%), Varese (+1,5%) e Bergamo (+1,4%). Dal punto di vista delle unità imprenditoriali guidate da donne, invece, primeggia Milano con 57.544 aziende pari al 20,1% del totale delle imprese attive nel territorio, seguita da Brescia con 23.508 imprese rappresentanti il 21% del totale e da Bergamo con 18.295 aziende, il 21% del totale.

Pietro Paraboni, Consigliere della Camera di commercio di Monza e Brianza ha evidenziato che “a fronte di una crescente partecipazione della donna al lavoro e a un progressivo prolungamento della sua vita lavorativa, occorre ripensare i modelli organizzativi e culturali della nostra società. L’idea di introdurre un voucher sociale di conciliazione rappresenta una soluzione che incentiva lo sviluppo di una rete di sussidiarietà in grado di tenere insieme in modo innovativo pubblico e privato, soddisfando altresì bisogni riconosciuti come meritevoli”.

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