Scioperi contro le liberalizzazioni: ecco le date

di Andrea Barbieri Carones

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Gennaio "caldo" sul fronte degli scioperi per protesta contro la manovra Monti sulle liberalizzazioni dei servizi; si inizia il 27 febbraio.

Sciopero in vista per i trasporti per venerdì 27 gennaio prossimo. A fermarsi saranno aerei, treni e mezzi di trasporto locale a causa dell’astensione dal lavoro dei dipendenti aderenti a Usb, Slaicobas, Orsa, Cib-Unicobas, Snater, Sicobas e Usi. Incrocia le braccia anche il personale addetto ai collegamenti marittimi e quello dell’Anas, con modalità e orari diversi ma tutti accomunati dalla protesta contro le annunciate privatizzazioni e liberalizzazioni del governo Monti, che alla fine della scorsa ssettimana hanno provocato agitazioni anche da parte dei taxisti di Torino, Milano, Roma e Napoli, che sciopereranno nuovamente il 23 gennaio.

Secondo le sigle sindacali, le misure dell’esecutivo sono “uno strumento per ridurre l’occupazione e aumentare a dismisura la produttività e l’orario di lavoro”.

A iniziare lo scioperso saranno gli addetti alle ferrovie, che incroceranno le braccia dalle 21 di giovedì 26 fino alla stessa ora del giorno successivo; ed è proprio venerdì 27 che si avrà un blocco dei mezzi pubblici locali – secondo modalità differenti da città a città – e il trasporto merci e logistico. Fermo anche il personale di terra e di volo del trasporto aereo e del trasporto marittimo. Stop di 24 ore anche al lavoro dei dipendenti Anas, che si fermeranno alle 6 di mattina del giorno 27.

Il governo, per ora, non sembra voler cambiare idea sulla misure da prendere in fatto di liberalizzazioni, anche se il decreto è ancora in fase di approvazione in Consiglio dei Ministri e pertanto potrà essere oggetto di modifiche in modo da essere pronto giovedì 19 gennaio, alla vigilia di un incontro al vertice con la cancelliera tedesca Angela Merkel e con il presidente francese Nicholas Sarkozy.

Chiarimenti in vista anche per i liberi professionisti, che hanno annunciato incontri interprofessionali a Milano il giorno 21 e a Napoli il 23, per discutere sui punti principali previsti del decreto legge del governo, che punta a cambiamenti sulle tariffe per le prestazioni.

E per finire, anche i medici di famiglia, guardia medica e 118 si asterranno dal lavoroi primi nei giorni 10 e 13 febbraio i gli altri, l’11 e 12 febbraio.

 

La bozza di decreto legge

 

La bozza del provvedimento del governo costa di 28 articoli che riguardano diversi settori. Ecco i principali contenuti:

– I servizi pubblici locali dovranno essere organizzati in bacini territoriali entro il 30 giugno 2012. Potranno essere mantenuti all’interno dell’azienda che li eroga per un valore massimo di 200mila euro, invece che 900mila precedenti.

– Nel trasporto ferroviario, sarà eliminato l’obbligo di applicare i contratti collettivi previsti nel settore. Per assicurare l’indipendenza della RFI, le azioni andranno nelle mani del ministero dell’Economia e delle Finanze.

Pedaggi autostrdali: l’Autorità di regolazione dei trasporti avrà competenza sulle concessioni autostradali. Entro la fine di quest’anno saranno rivisti i sistemi tariffari dei pedaggi, utilizzando il istema dell'”indicatore di produttività”.

– Ci saranno nuove licenze per i taxi. Vi saranno compensazioni monetarie per chi già è in possesso di una licenza. Tutti avranno maggiore libertà nel determinare le tariffe e gli orari di lavoro.

– In quelle regioni dove il numero di farmacie è inferiore alla domanda di mercato, i farmaci di fascia C potranno essere venduti nei supermercati e in alcuni negozi. Le farmacie aumenteranno di numero anche se non di molto.

Carburanti: liberalizzazione nella distribuzione.

– I negozi saranno liberi di decidere se e quando effettuare sconti, senza doverlo comunicare al comune.

– I professionisti saranno tenuti a comunicare il preventivo della propria prestazione e saranno obbligati a comunicare al proprio cliente l’esistenza o meno di una copertura assicurativa per danni provocati nell’esercizio dell’attività. Questa misura non riguarda medici e infermieri.

– In caso di fusione di aziende, l’articolo 18 dello statuto dei lavoratori si applica solo se la società che si è venuta a creare ha almeno 50 dipendenti.

– Sarà creato un ufficio che vigili sulla concorrenza nelle regioni e negli ento locali per la tutela dei consumatori.

– La concessione per la gestione degli stabilmenti balneari non potrà superare i 4 anni, al cui termine si procederà a nuove procedure di assegnazione. Arriva l’obbligo di effettuare gare pubbliche per l’assegnazione della concessione.