Commercio estero: l’Italia cresce sui mercati extra Ue

di Massimiliano Santoro

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Istat: a novembre si registra un aumento delle esportazioni pari al 2,3% principalmente dovuto all'incremento dei flussi extra UE (+3,1%).

Sono i mercati extracomunitari a trascinare l’export italiano. L’Istat infatti ha reso noti i dati relativi allo scorso mese di novembre in cui è stato registrato che l’incremento congiunturale risulta essere “più consistente per le vendite verso i mercati extra Ue (+3,1%) rispetto ai mercati Ue (+1,6%), mentre dal lato degli acquisti gli aumenti sono abbastanza simili: +0,5% per l’Ue e +0,6% per l’extra Ue”.

In  termini trimestrali, invece, l’Istituto di statistica riferisce che nell’ultimo trimestre (settembre-novembre 2011) la crescita congiunturale risulta in incremento dell’1,4% per quanto concerne i mercati extra Ue e dello 0,6% per quelli Ue mentre le importazioni hanno fatto registrare valori negativi per entrambi i mercati.

Più nello specifico l’Istat sottolinea che a novembre 2011 “si osserva una crescita tendenziale delle esportazioni per tutti i raggruppamenti di tipologie di beni. In ordine di contributo alla crescita, le variazioni sono pari a +8,4% per i prodotti intermedi, +10,1% per i beni di consumo non durevoli, +3,7% per i beni strumentali, +3,4% per le vendite di prodotti energetici e +0,7% per i beni di consumo durevoli. Nel mese di novembre 2011 l’aumento tendenziale delle esportazioni ha riguardato principalmente articoli in pelle e simili (escluso abbigliamento) (+16,8%), metalli di base e prodotti in metallo (+15,7%), articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+12,9%), articoli di abbigliamento (+9,9%) e macchinari e apparecchi (+9,4%). Risultano in calo le vendite all’estero di mezzi di trasporto (escluso autoveicoli) (-7,6%), di altri prodotti manifatturieri (-2,3%), di autoveicoli (-1,7%), di apparecchi elettrici (-1,3%) e di prodotti dell’agricoltura (-0,2%)“.

Per quanto concerne le importazioni, invece, i beni più acquistati risultato essere il petrolio greggio (+20,5%), gli articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+17,6%), i prodotti petroliferi raffinati e coke (+13,2%), gli articoli in pelle e simili, escluso l’abbigliamento (+11,1%) e il gas naturale (+11%). Il calo invece si ha con i computer, gli apparecchi elettronici e ottici (-35,6%), gli apparecchi elettrici (-11,1%), con la carta e i prodotti in carta (-7,8%), con i mezzi di trasporto (autoveicoli esclusi) (-5,5%) e con i  prodotti tessili (-5,4%): “Nel corso del mese di novembre – spiega l’Istat – i più ampi saldi positivi si registrano per i macchinari e apparecchi, i mezzi di trasporto (autoveicoli esclusi), i metalli e prodotti in metallo, i mobili e gli apparecchi elettrici. I saldi negativi più consistenti riguardano, invece, i minerali energetici (petrolio greggio e gas naturale), i computer e apparecchi elettronici e ottici, gli autoveicoli e le sostanze e i prodotti chimici”.