Separazione Snam-Eni, ecco il decreto

di Massimiliano Santoro

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La Presidenza del Consiglio dei Ministri vara il Dpcm sulla separazione proprietaria di Snam da Eni come previsto dal decreto "Cresci Italia".

Si entra nel vivo sulla vicenda della separazione proprietaria di Snam da Eni. Un decreto legge varato nello scorso fine settimana stabilisce che Eni “riduca la propria partecipazione in Snam, perdendone il controllo nei tempi più brevi, compatibilmente con le condizioni di mercato e comunque entro il termine di 18 mesi indicato dal Cresci Italia. Si stabilisce, inoltre, che Eni ceda a Cassa Depositi e Prestiti una quota non inferiore al 25,1%. Le modalità di cessione verranno definite dai consigli di amministrazione delle due società”.

Il comunicato della Presidenza del Consiglio specifica che la separazione favorirà una “maggiore apertura del mercato” creando le condizioni “per una maggiore concorrenza”.

Viene anche specificato che, per garantire la più ampia diffusione dell’azionarato “Eni cederà, successivamente alla transazione con CDP, la quota residua nel capitale Snam attraverso procedure di vendita trasparenti e non discriminatorie tra il pubblico dei risparmiatori e/o degli investitori istituzionali. Per tutelare la separazione tra il proprietario delle attività di produzione e/o di fornitura di gas naturale e il proprietario e/o gestore delle attività di trasporto del gas naturale, verranno osservati una serie di principi, tra cui l’esclusione dei poteri di indirizzo del MEF nella gestione della partecipazione in Snam e delle altre partecipazioni detenute da CDP in società che gestiscono infrastrutture di rete di interesse nazionale nel settore dell’energia”.

Il comunicato si chiude spiegando il ruolo futuro di Snam  “avrà un ruolo chiave nell’obiettivo del Governo di sviluppare il mercato italiano del gas verso una sempre maggior concorrenzialità, sicurezza e diversificazione delle fonti di approvvigionamento e integrazione con il mercato europeo e mediterraneo”.