Snam, emissione obbligazioni fino a 8 mld

di Massimiliano Santoro

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Il CdA di Snam approva uno o più prestiti obbligazionari da emettersi entro il 4 giugno 2013 in una o più tranche per un valore di 8 miliardi di euro.

Dopo il varo lo scorso 25 maggio del decreto della Presidenza del Consiglio sulle modalità ed i tempi della separazione da Eni, il consiglio di amministrazione di Snam, riunitosi sotto la presidenza di Salvatore Sardo, ha deliberato l’emissione di uno o piu? prestiti obbligazionari, “da collocare presso investitori istituzionali operanti in Europa in base a un programma di emissione di Euro Medium Term Notes1 (EMTN), per un ammontare complessivo fino a 8 miliardi di euro, da emettersi in una o piu? tranche entro il 4 giugno 2013″, si legge in una nota dell’azienda.

Snam ha reso noto anche che i titoli emessi potranno essere quotati presso uno o piu? mercati regolamentati. Carlo Malacarne, amministratore delegato dell’azienda milanese, ha spiegato il senso della decisione effettuata dal Cda: “Ci stiamo preparando a essere finanziariamente indipendenti in previsione del deconsolidamento da Eni con l’obiettivo di continuare a sostenere gli importanti piani di sviluppo della Societa?. Le emissioni – continua Malacarne – sono finalizzate a diversificare le fonti di provvista, allargando la base degli investitori, e a mantenere una struttura finanziaria equilibrata tra indebitamento a breve e medio-lungo termine, a costi competitivi”.

Il consiglio di amministrazione di Snam ha anche convocato l’assemblea straordinaria degli azionisti il 30, 31 luglio e 1 agosto 2012, rispettivamente in prima, seconda e terza convocazione. L’assemblea straordinaria degli azionisti dovrà deliberare “sulla proposta di annullamento di azioni proprie in portafoglio, previa eliminazione del valore nominale delle azioni in circolazione, e conseguenti modifiche dello Statuto sociale”.

Dal 1° ottobre prossimo, Eni non controllerà più Snam. Per questo motivo, quest’ultima dovrà ripagare alla prima il debito da 11,2 miliardi di euro. I rimanenti 3,2 miliardi dovrebbero essere finanziati o attraverso normali linee di credito o tramite un finanziamento targato Bei. Il dossier dei finanziamenti è attualmente appannaggio di 4 banche: Unicredit, Intesa SanPaolo, Bnp Paribas e JP Morgan.

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