Snam, bond da 1 mld per investitori istituzionali

di Carlo Lavalle

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Snam ha iniziato la collocazione di bond per un valore complessivo di un miliardo di euro, riservati a investitori istituzionali italiani ed esteri.

Snam (Società nazionale metanodotti), dopo la separazione con Eni, lancia il primo bond riservato unicamente agli investitori istituzionali. Le banche incaricate dell’operazione sono UniCredit, Banca Imi, Jp Morgan e Bnp Paribas che hanno ricevuto mandato di raccogliere gli ordini per l’emissione obbligazionaria da un miliardo di euro e di sondare il mercato.

Stando a quanto riferisce l’agenzia Reuteurs le richieste avanzate hanno raggiunto 4 miliardi ma la size definitiva sarà limitata ad 1 miliardo.

La scadenza del bond sarà di 4 anni, mentre l’ammontare minimo da sottoscrivere sarà pari a 100.000 euro. A quanto pare il rendimento è stato rivisto a 340 punti base, dopo una prima ipotesi di “area 350” sopra il tasso del midswap.

Con questa iniziativa Snam compie un passo avanti significativo sulla strada della completa indipendenza finanziaria dopo lo scorporo della società dall’Eni.

In precedenza, la società, guidata da Carlo Malacarne, ha ottenuto il primo rating da Standard and Poor’s e da Moody’s. Inoltre, all’inizio del mese di giugno ha firmato con un pool di 11 banche nazionali e internazionali il mandato per la strutturazione e sottoscrizione di un finanziamento di 11 miliardi di euro. Il prestito era stato giustificato per consentire la “copertura dei fabbisogni della società, ivi compreso il rifinanziamento del debito attualmente in essere verso Eni”.

Sempre a giugno il consiglio di amministrazione di Snam ha deliberato l’emissione di uno o più prestiti obbligazionari fino a 8 miliardi di euro. A conclusione del cda l’amministratore delegato ha dichiarato che “le emissioni sono finalizzate a diversificare le fonti di provvista, allargando la base degli investitori e a mantenere una struttura finanziaria equilibrata tra indebitamento a breve e medio-lungo termine, a costi competitivi”.

Intanto il collocamento ha riscosso pieno successo sia in Italia che all’estero e ha fatto registrare una domanda pari a quasi 4 volte l’offerta, con una partecipazione degli investitori esteri di circa il 75%.

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