Istat: bilancia commerciale in positivo

di Andrea Barbieri Carones

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Istat: nel mese di luglio, la bilancia commerciale italiana ha registrato un avanzo di 4,5mld di euro, il più alto dal 1998 a questa parte.

L’Istat ha reso noto che nel mese di luglio la bilancia commerciale dell’Italia ha registrato un segno positivo pari a 4,5 miliardi di euro, cifra decisamente superiore a quanto previsto dagli analisti, che stimavano un +1,97 miliardi di euro. I dati sui flussi risultano in attivo sia considerando i Paesi comunitari (+2,7 miliardi di euro) sia quelli extracomunitari (+1,8 milairdi).

Questi dati sul commercio estero indicano che si tratta dell’avanzo di più alta entità registrato dal luglio del 1998. Nel dettaglio, si rileva un aumento dei flussi commerciali sopratutto per l’import che per l’export (+2,9% contro +0,3%), con quest’ultimo che cresce soprattutto per le le vendite di prodotti italiani nei paesi dell’Unione europea e cale leggermente (-0,3%) in quelli extra Ue.

L’Istat rende noto anche che l’export di beni strumentali è in aumento del 2,3% mentre – al lato opposto – gli acquisti di autoveicoli sono crollati del 32,9%, così come i prodotti petroliferi raffinati che sono scesi del 16,2%.

Rispetto a luglio 2011, i mercati più dinamici all’export di prodotti italiani sono i Paesi Asean (o del sudest asiatico, a +29,6%), Stati Uniti (+21,8%) e paesi Opec (+20,6%). Per quanto riguarda i singoli prodotti, sono in forte crescita le vendite di articoli farmaceutici chimico-medicinali e botanici (+13,1%), autoveicoli (+12,5%) e alimentari (+11,2%).

Le importazioni dall’India hanno subito quasi un crollo con un calo del -25,7%, superiore anche a quelle dai paesi Mercosur (ossia dell’America meridionale) che sono diminuite del 23,6%; sono invece in forte crescita gli acquisti di prodotti provenienti dai paesi Opec (+23,0%). Considerando invece i primi 7 mesi dell’anno, il saldo commerciale, sostenuto dal forte avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici (+41,9 miliardi), risulta positivo per 4,4 miliardi. L’attivo di beni strumentali contribuisce per quasi il 70% al surplus registrato per i prodotti diversi dall’energia.