Ilva, situazione complessa

di Massimiliano Santoro

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Parere negativo di custodi e Procura sul piano da 400 mln; promossa una class action contro Ilva.

Si fa sempre più complessa la vicenda dell’Iva di Taranto. Gli ultimi giorni della scorsa settimana hanno visto l’arrivo dei pareri negativi, prima dei custodi giudiziari poi della Procura di Taranto, circa il piano di 400 milioni di investimenti ambientali subitanei annunciato dall’azienda. Ora l’ultima parola spetta al gip della città pugliese.

Il presidente dell’Ilva, Bruno Ferrante, spiega che l’azienda ha sempre accolto con rispetto le decisioni della magistratura: “Abbiamo sempre avuto il massimo rispetto dell’autorità giudiziaria e delle sue decisioni” spiega Ferrante in una nota.

“Ricordiamo – conclude il presidente dell’Ilva – che i 400 milioni di euro stanziati per gli interventi immediati rappresentano un investimento ingente, a carico totalmente dell’azienda, senza alcun contributo pubblico e, soprattutto, crediamo sia in grado di garantire l’equilibrio tra tutela dell’ambiente, della salute e dei livelli occupazionali”.

I circa 12mila operai coinvolti nella vicenda di questo polo siderurgico restano, quindi, con il fiato sospeso in attesa di novità sul loro futuro occupazionale. Intanto, hanno appreso, attraverso un comunicato ufficiale, della smentita della direzione aziendale circa la notizia dell’avvio dello spegnimento delle luci e dell’interruzione dell’erogazione dell’acqua agli impianti sottoposti a sequestro. Ed hanno anche letto le dichiarazioni rilasciate dal ministro Clini all’Ansa il quale ha sottolineato come sia solo nei poteri del dicastero dell’Ambiente il rilascio o meno di un autorizzazione all’esercizio.

Infine, si è appreso che una class action è stata promossa da un gruppo di cittadini nei riguardi dell’Ilva di Taranto.

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