Ritardi e busta paga

di Francesca Vinciarelli

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Stipendio in ritardo, ecco i termini e le regole previste dall legge.

In Italia tra le tante problematiche che riguardano gli stipendi, si trova anche lo stipendio in ritardo.

Lo stipendio in ritardo

Infatti lo stipendio in ritardo è uno dei problemi più diffusi tra i dipendenti italini, in maggioranza quando si tratta di dipendenti pubblici dove i tempi entro cui arriva la busta paga possono essere variabili. Oltre il problema di uno stipendio non versato i dipendenti devono lottare con i ritardi del versamento da parte del datore di lavoro, ma allora qual è il termine massimo entro cui deve essere versata? I dipendenti, sia pubblici che privati, a fine mese aspettano lo stipendio che però arriva quasi sempre in ritardo ma il datore di lavoro non può versare lo stipendio quando vuole, ci sono delle cause e degli eventi che possono far variare la data, giustamente motivati, ma non può diventare la normalità.

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Per legge il limite massimo entro cui il titolare ha l’obbligo di versare lo stipendio è il giorno 10 del mese successivo, entro questa data il pagamento deve pervenire materialmente al lavoratore o al collaboratore, quindi in pratica entro il 10 del mese lo stipendio deve essere disponibile sul conto corrente. Per lo stipendio di dicembre e della tredicesima, il capo d’azienda ha l’obbligo di corrisponderlo entro e non oltre il 12 gennaio dell’anno successivo in modo da evitare problemi dal punto di vista fiscale. Solo rispettando tale termine, infatti, si può considerare di competenza dell’anno appena concluso il pagamento delle retribuzioni relativo alla mensilità di dicembre. Nello specifico solitamente gli standard, che sia pubblico o privato, sono il giorno 27 del mese, molte imprese si conformano alle disposizioni del CCNL, ma non tutti i CCNL stabiliscono una data precisa in cui corrispondere la retribuzione. Comunque nel caso di ritardi continui e ingiustificati il dipendente può scrivere un sollecito per il versamento dello stipendio senza per forza ricorrere a un avvocato. Il sollecito di pagamento può essere inviato tramite raccomandata A/R, a mano presso un soggetto dell’amministrazione autorizzato a ricevere la posta o attraverso PEC.

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Nel sollecito di pagamento devono però essere inseriti alcuni importanti dettagli nonché la mensilità non corrisposta e di cui si richiede il pagamento, i dati necessari al pagamento, l’avvertimento che si ricorrerà per vie giudiziali se il difetto di pagamento supera i 10 giorni e la data e la firma. Infine per inviare il sollecito non esiste un termine minimo il lavoratore ne avrebbe diritto anche dal giorno successivo alla scadenza dell’obbligo di versamento, ovviamente è sempre opportuno concedere un po’ di flessibilità all’azienda che può aver avuto qualche problema amministrativo o carenza di liquidità.

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