Kilometro zero, la strada con un cuore ecologico

di Cristina Cleri

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La Total Tool dell'architetto Giulio Ceppi ha progettato un concept di strada in grado di integrarsi con l'ambiente e di produrre energia.

Carlos Castaneda, ne “Gli insegnamenti di Don Juan”, parlava di strade. Di quelle che, nella vita, vale la pena percorrere e di quelle no. Per capire la differenza, basta una domanda: «Questa strada ha un cuore?» Domanda metaforica che, più pragmaticamente, si è posto l’architetto Giulio Ceppi, docente del Politecnico di Milano e fondatore di Total Tool quando, osservando le nostre strade e autostrade, ha pensato che non avessero esattamente un cuore ecologico.

Impoveriscono il paesaggio, sputano Co2 in tutte le fasi della loro realizzazione e, in seguito, utilizzazione e, inoltre, inquinano anche a livello acustico. E allora, perché non progettare una strada capace non solo di ridurre l’impatto inquinante, paesaggistico, acustico ma anche di produrre a sua volta energia sfruttando gli agenti atmosferici e il passaggio dei veicoli che vi transitano?

Nasce così il progetto “Kilometro zero“, presentato lo scorso anno alla Triennale di Milano  e fondato proprio sull’idea di una strada che si comporta come organismo, in grado di scambiare energia con l’ambiente circostante, senza depauperare le risorse.

Il progetto si attualizzerebbe isolando nello spazio di un km impianti microelici su 3000 mq, fotovoltaici su 5000 mq, 1200 sonde geotermiche in grado di produrre, rispettivamente tre milioni di KWh/annui, 750.000 KWh/annui e due milioni di KWh/annui. Nel manto stradale, inoltre, verrebbero integrati dei moduli elettro-riscaldanti con funzione anti-geliva. I

l tutto, permetterebbe di risparmiare circa 2.035.000 kg di anidride carbonica ogni anno. L’investimento per un km di eco-strada è pari a circa sette milioni e 690mila euro, ammortizzabili in circa sei anni. Insomma, un progetto le cui parole chiave sono vegetazione, geotermia, fotovoltaico e aereogenerazione: un vocabolario futuristico che è auspicabile si diffonda prima possibile su larga scala.

A credere in questo progetto, non solo il suo fondatore ma anche altre aziende leader nel mercato della costruzione di infrastrutture aziendali e di sviluppo di tecnologie di settore. Fra queste: Vitali Spa, azienda operativa a livello lombardo e nazionale, Daku  (pareti vegetali e sistemi a verde), Dedalo  (gestore energetico), Fracasso (barriere di sicurezza stradale e barriere acustiche), Italcementi (pavimentazioni in calcestruzzo e pitture cementizie foto-catalitiche), Paver (barriere e partizioni stradali), Pcr (strutture in materiali poltrusi), Systaic (pannelli fotovoltaici), Tecnodelta  (illuminazione a led), Tecnohabitat (ingegneria ambientale), Wirtgen  (macchinari per posa di manti stradali).

Non manca anche il supporto di un’importante testata di riferimento del settore “Strade&Autostrade“, impegnata attivamente nella diffusione di una nuova cultura della sicurezza e del ridotto impatto ambientale.

Don Juan penserebbe, dunque, che “Kilometro zero” è proprio una di quelle strade che avrebbe senso percorrere, grazie al suo cuore ecologico e innovativo.

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