Air France, slitta aumento quote in Alitalia

di Mauro Fanfoni

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Air France potrebbe non mantenere l'impegno dell'aumento di quote in Alitalia secondo i tempi prestabiliti per mancanza di risorse finanziarie.

Slitta a dopo il 2013 il previsto aumento della partecipazione azionaria di Air France in Alitalia. La decisione è stata presa dal direttore generale Alexandre de Juniac insieme al presidente Jean Cyril Spinetta che puntano a risanare i conti della compagnia aerea franco-olandese prima di spingersi in “pericolose” scalate.

Era il 2009 quando Air France-KLM ha comprato una percentuale di quote di Alitalia, prevedendo la creazione di un sistema multi-hub a livello europeo imperniato sugli scali di Parigi, Roma e Amsterdam e imponendo il ridimensionamento di altri aeroporti come quello di Milano Malpensa, fino ad allora la base dell’ex compagnia di bandiera italiana.

In base all’accordo, era previsto che entro il 2013 Air France aumentasse la sua partecipazione in Alitalia – attualmente al 25% – fino ad arrivare a una possibile fusione creando così le premesse per formare uno dei primi vettori mondiali anche con la presenza dell’olandese KLM, dal 2003 fusa con la compagnia transalpina.

A frenare l’operazione c’è il piano di riduzione dei costi presentato dal vettore francese, che ha conseguentemente portato a una revisione di alcune operazioni strategiche del gruppo. Gli ultimi dati finanziari della società mostrano, infatti, una perdita netta, nel periodo tra aprile e settembre, pari a 183 milioni di euro. Tra i tagli previsti, ci sono anche una riduzione di frequenze su alcune rotte di corto e di medio raggio che non garantivano un adeguato ritorno economico.

I francesi tuttavia, per rimediare al ritardo, dovrebbero intensificare le partnership strategiche con Alitalia. Riguardo al contenimento dei costi e degli investimenti questi non toccano però la flotta: in questi giorni,  dal quartier generale di Air France-Klm è filtrata la notizia di un ordine appena firmato con Boeing, dove la compagnia si appresta ad acquistare dal gruppo statunitense ben 25 B787 Dreamliner, il bimotore a fusoliera larga fiore all’occhiello della tecnologia aeronautica statunitense, con componenti prodotte anche in Italia.

Nell’ordine sono comprese anche opzioni per altrettanti aerei, scelti oltretutto nella configurazione 787-9, quelli con la fusoliera più lunga e in grado di trasportare fino a 290 passeggeri. Il controvalore dell’acquisto si aggirerebbe intorno ai 10 miliardi di euro. La decisione del vettore franco-olandese ha destato non poco stupore in Airbus, poiché tradizionalmente a dominare nella flotta Air France-Klm erano gli A330, prodotti proprio dal consorzio europeo con sede a Tolosa.

Con il nuovo ordine, il numero di Dreamliners 787-9 richiesti da varie compagnie aeree mondiali sale a 305.