JP Morgan perde 2 miliardi in 6 settimane

di Andrea Barbieri Carones

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JP Morgan, una della maggiori banche d'affari degli USA, avrebbe perso 2 mld di dollari nelle ultime 6 settimane a causa di investimenti sbagliati.

La banca d’affari americana JP Morgan ha perso 2 miliardi di dollari nelle ultime 6 settimane, a causa di investimenti e scommesse sbagliate. La notizia arriva direttamente dal CEO Jamie Dimon, che ha spiegato che “a posteriori, la nuova strategia era difettosa, complessa, esaminata male, eseguita male e controllata male’. A questo punto, le perdite del nostro istituto di credito potrebbero sia aumentare ancora sia diminuire”.

Naturalmente questa situazione è già al vaglio degli analisti, oltre che degli investitori e dei creditori che hanno riaperto una questione spinosa che fino a questo momento aveta risparmiato JP Morgan, che poteva vantare di aver evitato la crisi finanziaria che aveva invece colpito il resto del mondo:  la questione è quella che prevede che una banca possa utilizzare i fondi dei risparmiatori per investimenti ad alto rischio.

Intanto, però, Jamie Dimon si è affrettato ad aggiungere che nelle prossime settimane tale perdita potrebbe anche aumentare di un altro miliardo di dollari. Anche per questo, il titolo JP Morgan ha perso in Borsa il 5%. “In realtà i ricavi da 5,4 miliardi relativi ai mesi gennaio-marzo annullano in parte le perdite, riteniamo che il Chief Investment Office (la divisione della banca responsabile della debacle e, teoricamente, istituita proprio per proteggere l’azienda dai rischi) subirà una perdita vicina agli 800 milioni di dollari nei prossimi 3 mesi, escludendo i risultati del private equity e le spese su cause legali”.

Ma che cosa ha provocato tali perdite? Secondo gli addetti ai lavori, la colpa è di “scommesse” troppo azzardate effettuate in Europa e a Londra in particolare, dove JP Morgan è presente in forze. In queste ore, negli Stati Uniti si punta il dito contro il trader Bruno Michel Iksil, che avrebbe effettuato diverse operazioni fra cui quella di vendere Cds – uno strumento a protezione contro default, che suddivide il rischio tra le parti – ritenendo che le condizioni finanziarie sarebbero migliorate. Cosa che invece non è successa.

Più che il danno economico, come detto assorbibile grazie ai risultati positivi di inizio anno, è il danno di immagine che preoccupa maggiormente i vertici di JP Morgan a iniziare dal suo CEO Jamie Dimon, noto nei mercati finanziari di tutto il mondo per essere molto scrupoloso e attento a non sottovalutare i rischi.

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