Snam, finanziamento da 11 miliardi

di Massimiliano Santoro

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Snam sigla con 11 banche italiane ed estere il mandato per la sottoscrizione di un finanziamento di 11 miliardi di euro per i fabbisogni societari.

La separazione proprietaria tra Eni e Snam, disciplinata con il decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri comporta importanti manovre nell’ambito delle due società interessate. Infatti, ieri sera Snam ha comunicato la firma, con un gruppo di 11 banche nazionali e internazionali (Banca IMI/Intesa San Paolo, Bank of America Merrill Lynch, BNP Paribas, Citi, HSBC, JP Morgan, Mediobanca, Morgan Stanley, Société Générale, UBS e Unicredit) un mandato “per la strutturazione e sottoscrizione di un finanziamento di 11 miliardi di euro che consentirà la copertura dei fabbisogni della Società, ivi compreso il rifinanziamento del debito attualmente in essere verso Eni”.

Tutto ciò, come detto, è conseguenza della separazione proprietaria disciplinata dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 25 maggio 2012, e l’accordo siglato dalla società consentirà a Snam di dare continuità “agli importanti investimenti infrastrutturali idonei a promuovere il ruolo del Paese come hub europeo del gas”.

Snam, spiega anche che l’accordo permetterà di dotarsi nel breve termine di finanziamenti basati interamente sul credito bancario ma finalizzati “al progressivo raggiungimento della struttura del debito obiettivo largamente composta da prestiti obbligazionari, in coerenza con il profilo di business e il contesto regolatorio in cui opera. L’accordo rappresenta un ulteriore e significativo passo, in linea con i tempi previsti, verso il raggiungimento dell’indipendenza finanziaria da Eni”.

Infine, Snam sottolinea che l’impegno delle banche è subordinato al perfezionamento dei contratti di finanziamento entro la fine del prossimo mese e “al non verificarsi nel frattempo di significativi eventi – tra cui gravi mutamenti della situazione politica, finanziaria e dei mercati nazionali ed internazionali – in grado di pregiudicare la capacità di Snam e delle banche, rispettivamente, di fare fronte ai propri impegni e di raccogliere la provvista necessaria a condizioni ritenute adeguate”.

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