Ferrovie dello Stato: semestrale in crescita

di Carlo Lavalle

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Utile netto in forte aumento secondo i dati della relazione finanziaria semestrale approvata dal cda di Ferrovie dello Stato.

Risultati economici e utile netto in crescita per il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane nei primi 6 mesi del 2012. Lo attesta una nota diffusa nella giornata del 25 settembre che conferma la dinamica positiva registrata negli ultimi anni.

Il primo semestre di esercizio si è chiuso con un balzo in avanti del rislutato netto pari a + 182 milioni di euro, che segna un incremento di oltre il 100% rispetto ai 90 milioni di euro del 30 giugno 2011.

Questo andamento è acclarato dal consiglio di amministrazione di Ferrovie dello Stato Italiane SpA che ha approvato la relazione finanziaria semestrale di Gruppo al 30 giugno 2012 – elaborata secondo i principi contabili internazionali IAS (International Accounting Standard) – in base alla quale si evidenzia un EBITDA (MOL) di 939 milioni di euro, in aumento del 11,7% in confronto agli 841 milioni dell’analogo periodo 2011.

Anche l’EBIT è in forte crescita: a giugno 2012 raggiunge i 392 milioni di euro, con un +41% nel confronto con i 278 milioni del 30 giugno dell’anno precedente. Spicca inoltre il dato dei ricavi delle vendite e prestazioni (+ 86 milioni di euro pari al + 2,4%) cui si accompagna una diminuzione dei costi operativi di 80 milioni di euro (-2,5%).

I vertici FS sottolineano in particolare la performance economica di Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana, due delle maggiori società del Gruppo. La prima, magrado l’arrivo di nuovi operatori nel mercato ad elevata marginalità dei treni ad Alta Velocità, registra nel primo semestre 2012 un risultato di 40 milioni di euro, vale a dire + 27,5% rispetto al primo semestre 2011. Rete Ferroviaria Italiana invece contribuisce alla positiva performance del Gruppo FS Italiane con un risultato netto di +133 milioni di euro, a fronte dei +64milioni al 30 giugno 2011.

Stante il buon andamento del gruppo, il management potrà diminuire i debiti, ereditati da precedenti gestioni, e, contemporaneamente, mantenere gli impegni relativi al piano degli investimenti per autofinanziamento.