Bonus Pubblicità solo per investimenti diretti, niente agenzie

di Alessandra Gualtieri

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Interpello Agenzia delle Entrate: investimenti pubblicitari con bonus fiscale soltanto se la spesa è diretta, non è ammessa l'intermediazione di agenzie.

Niente Bonus Pubblicità per l’azienda che effettua spese per investimenti incrementali in campagne pubblicitarie sui mezzi di informazione (quotidiani, periodici, anche online ed emittenti televisive e radiofoniche locali) per il tramite di servizi prestati da terzi, ad esempio tramite agenzie.

Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate nella risposta n. 421 del 12 agosto 2022 a specifico interpello, avanzato da una società (agenzia di creazione e panificazione di campagne pubblicitarie) in relazione ai propri clienti finali.

Il credito d’imposta (di cui all’articolo 57-bis del Dl n. 50/2017) non permette la fatturazione da parte di soggetti terzi in relazione agli investimenti pubblicitari qualora siano accompagnati da servizi complementari rispetto a quelli agevolati. La misura di incentivo all’editoria è circoscritta agli investimenti effettuati da imprese, lavoratori autonomi ed Enc.

Restano pertanto escluse dalle spese agevolate quelle per la realizzazione di campagne pubblicitarie operate indirettamente mediante la fruizione di servizi resi da terzi, perché non operano direttamente per la realizzazione dell’investimento presso le società editrici.

Ricordiamo che dal 2023 il Bonus Pubblicità torna al 75% del valore incrementale degli investimenti rispetto all’anno precedente e si riduce la platea dei beneficiari, da cui viene esclusa l’emittenza radiotelevisiva.