Sito aziendale efficace? Ecco le resistenze da superare

di Mario Massarotti

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Le Piccole e Medie Imprese possono contare su valide tecnologie informatiche e telematiche per promuovere e pubblicizzare la propria attività . Un sito o un portale in Internet ben strutturati sono il miglior biglietto da visita che un dirigente può mostrare all’esterno traendo profitto dal ritorno d’immagine e dalla loro grande flessibilità  d’impiego.

Le pagine web che contengono le informazioni dell’azienda non possono essere più soltanto una fotocopia ingrigita e sterile del proprio stabilimento. Piuttosto, è richiesto sempre di più che gli utenti e potenziali clienti trovino in esse giovamento per la fruizione di sistemi interattivi, che permettono una comunicazione pressoché immediata ed esauriente con tutti gli attori impegnati a collaborare con il dirigente.

A tale proposito, come ormai ben noto, è lecito auspicare che ogni progetto web si doti di chat, forum, faq, opzioni multimediali, blog, feed e quant’altro sia utile per distinguersi e agevolare con sistematicità  una navigazione interessante.

Eppure, esistono aziende con grandi potenzialità  che accolgono ancora con resistenza l’utilizzo quantomeno funzionale della Rete, come ausilio del proprio marketing e valorizzazione del brand.

Mi è capitato di conoscere fior di aziende che, pur essendo leader nel proprio settore e aver esteso le attività  verso Paesi oltreoceano, hanno investito poco e male nell'ambito delle tecnologie dell'informazione.
Quando ho aperto le loro pagine web, di fattoè come se avessi consultato il primo sito di un webmaster improvvisato. Questa tipologia di siti punta all’essenziale: un logo, link mal funzionanti, nessuna eleganza e simmetria grafica, scarsi riferimenti per favorire i contatti.
Un aspetto positivo – per così dire – di questa faccenda è che un sito ben attrezzato può oggi essere uno dei differenziali competitivi delle aziende più piccole, non fosse altro perché, come è stato già  affrontato in altra occasione, offre opportunità  “business to business” e “business to consumer“.

Un fattore che limita l’adeguamento degli imprenditori alle funzionalità  strutturali di Internet è come al solito l’abitudine culturale di accentrare eccessivamente i poteri, che significa impedirsi un avanzamento intelligente e distinguersi realmente.

Tra essi, ho conosciuto due validissime personalità  che hanno in prima persona ideato dei brevetti industriali vincenti ma hanno investito pochissimo sulla loro adeguata presenza nella rete globale. Mi hanno mostrato con orgoglio i loro siti “fai da te” con stile alquanto scolare, e hanno lamentato più o meno la medesima disgrazia: altre aziende internazionali riescono ad imitare alla meno peggio il loro business ma non solo, hanno perfino copiato indebitamente delle immagini presenti nel sito, violandone il diritto di proprietà !

Non è più giustificabile il timore di valutare le soluzioni migliori per creare un’architettura Internet creativa e ricca, né la pigrizia di reagire a eventi sfavorevoli e – non di meno, per carità  – avvilenti.

Nel primo caso ritengo che ogni imprenditore possa valutare adeguatamente le diverse soluzioni esistenti per realizzare dei siti all’avanguardia affidandosi in outsourcing a esperti, oppure permettendo a molti giovani volenterosi di gestire in modo continuativo il lavoro all’interno. Il tutto, senza investire risorse eccessive se l’azienda è a budget ridotto: le professionalità  e competenze sul mercato lo consentono.

Nel secondo caso, invece, quando si verificano violazioni dei diritti d’autore – ma anche nel caso in cui le proprie soluzioni non producano i risultati attesi – bisogna ricorrere a buone idee per sminuire la concorrenza sleale e sforzarsi di essere più veloci degli altri. Come? Puntando all’innovazione.