E-commerce: direttiva Ue sui contratti online

di Alessandro Vinciarelli

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Approvata una nuova direttiva UE sul Commercio Elettronico: un contratto UE da applicare in caso di vendite e acquisti online, volto a limitare le spese e tutelare i diritti.

Approvata una nuova Direttiva Ue sul Commercio elettronico pensata per tutelare i diritti dei consumatori. Al voto, una nuova proposta di legge europea sui contratti da utilizzare per le vendite online: uno strumento opzionale che consentirebbe a imprese e consumatori di scegliere il contratto UE, in alternativa a quello proposto dalla normativa nazionale, al momento della sottoscrizione del contratto di compra-vendita.

La normativa mira anche ad aiutare le Pmi che vogliono vendere all’estero: spesso non possono permettersi le spese per adattare i contratti alle leggi di 27 diversi paesi.

Prosegue quindi l’iter del nuovo regolamento sul commercio transfrontaliero, che regolamenterà il settore nell’Unione Europea, nonostante l’opposizione di molti siti di e-commerce.

Tra i punti contestati ci sono l’obbligo per tutti i siti di e-commerce di consegna dei prodotti acquistati in qualsiasi Paese dell’Unione Europea; la possibilità di esercitare il diritto di recesso entro 28 giorni o 14 in caso di restituzione di articoli non corrispondenti a quanto declamato; il rimborso integrale delle spese di spedizione per acquisti superiori a 40 euro.

Una misura che andrebbe a penalizzare i commercianti, i quali contestano di non avere la possibilità di controllare prima che la merce restituita non abbia subito danni o comunque non sia stata utilizzata. I danni per i venditori vengono stimati intorno ai 10 miliardi di euro l’anno, mettendo in difficoltà molte aziende dell’Unione, «in particolare le piccolissime, le piccole e le medie imprese, molte delle quali non sopravvivranno ai costi generati da tali misure» lamentano le organizzazioni.

Per l’Unione Europea, tuttavia, le misure vanno in direzione non solo di una tutela per i consumatori ma anche della realizzazione di un Mercato unico interno che abbatta gli ostacoli che oggi impediscono il decollo degli acquisti online. Attualmente infatti solo l’8% dei consumatori compra da negozi online di Paesi diversi dal proprio, soprattutto perché spesso questi non consegnano al di fuori dei confini nazionali.

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