Piano Sud, ancora cambiamenti

di Alessandro Vinciarelli

scritto il

Piano Sud: una nuova idea potrebbe ridurre dal 50 al 25% il cofinanziamento nazionale. Gli 8 miliardi liberati rimarrebbero al sud, ma sulle grandi opere. Paura per ulteriori tagli.

Piano Sud, sembra destinata a non finire la lunga storia del piano per l’ottimizzazione dell’utilizzo dei fondi destinati al Sud. Sul Piano Sud arriva infatti una nuova idea, questa volta escogitata da Raffaele Fitto e annunciata a Bruxelles da Giulio Tremonti, che ridurrebbe dal 50 al 25% il cofinanziamento nazionale, liberando 8 miliardi di euro.

8 miliardi che, a detta dei promotori, sarebbero ridestinati agli investimenti nelle regioni meridionali ed in particolare ai grandi investimenti per opere pubbliche e infrastrutturali.

Inoltre – sottolinea il sottosegretario all’Economia, Antonio Gentile – tali fonti «daranno anche la possibilità alle regioni di utilizzare la manodopera locale, dando una spinta seria all’occupazione».

Sulla questione rimangono tuttavia elevati i livelli di allarme, principalmente per due ragioni. In parte per la considerazione – condivisa con il senatore di Grande Sud, Salvo Fleres, componente della commissione Bilancio di Palazzo Madama, secondo cui «la destinazione dei fondi per il Sud deve essere decisa dal Sud e non da chi, per conoscerlo, ha dovuto prendere il treno facendosi accompagnare dai sindacalisti».

In parte per la paura circa la reale destinazione degli 8 miliardi. Il timore è che possa ripetersi quanto successo con i 25 miliardi del Fas nazionale, dirottarti verso altri obiettivi (spesso di spesa corrente) o verso altri territori non meridionali.