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Crediti PA in Titoli di Stato: proroga per la compensazione

di Barbara Weisz

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Prorogati i termini per le aziende che vogliono chiedere il pagamento in titoli di stato dei crediti con la Pubblica Amministrazione maturati al 31 dicembre 2011.

Le imprese hanno tempo fino al 27 luglio per chiedere la compensazione in Titoli di Stato dei crediti con la PA: è infatti slittato il precedente termine del 28 giugno era previsto dal decreto ministeriale dello scorso 22 maggio.

La proroga è contenuta nel decreto sulla Spending Review (articolo 6, comma 18 Dl 6 luglio 2012, numero 95).
Per fortuna, si potrebbe aggiungere, visto che il provvedimento era stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale solo il 21 giugno scorso, a una settimana dal termine previsto per la possibile richiesta.

La norma consente alle aziende di chiedere il pagamento in Titoli del Tesoro dei crediti vantati nei confronti della PA, purché siano pari ad almeno mille euro come indicato nel DM Economia e Finanze 22 maggio 2012, in attuazione di quanto previsto dal DL Liberalizzazioni (articolo 35, comma  1,  lettera  b, del  decreto-legge  24  gennaio 2012, n.1, convertito dalla legge 24  marzo  2012,  n. 27).

Pagamento Crediti commerciali in titoli di Stato: Decreto MEF

Nuove scadenze

  • 27 luglio (non più il 28 giugno) – termine ultimo per presentare la domanda al ministero debitore;
  • 30 agosto (non più al 31 luglio) – entro tale data l’amministrazione debitrice deve trasmettere le liste dei creditori agli uffici centrali di bilancio;
  • 28 settembre (non più 31 agosto 2012) – è la nuova scadenza per eventuali correzioni degli elenchi;
  • 31 ottobre (e non più al 28 settembre) – gli uffici centrali del Bilancio trasmettono gli elenchi all’Ispettore generale del Bilancio del ministero dell’Economia;
  • 30 novembre – la Ragioneria centrale dello Stato trasmette al dipartimento del Tesoro l’elenco definitivo dei creditori con l’indicazione degli importi da estinguere.

La scadenza che interessa in particolare le aziende è quella del 27 luglio, il nuovo termine per presentare la domanda; tutti gli altri sono passaggi che riguardano l’amministrazione.

Cambiano anche i termini di decorrenza dei Titoli di Stato che verranno assegnati alle imprese: Certificati di credito del Tesoro con decorrenza dal primo dicembre 2012 e scadenza al primo dicembre 2016 (slittamento di un mese rispetto al 1 novembre 2012 – 1 novembre 2016 del decreto ministeriale).

Crediti

Ricordiamo brevemente quali sono i crediti che si possono rimborsare con titoli di stato:

  • crediti per forniture di beni e servizi già avvenute, da parte di amministrazione statali, che hanno generato residui passivi iscritti a bilancio al 31 dicembre 2011.
  • La somma deve essere di almeno mille euro, al netto degli interessi e al netto di eventuali rimborsi o compensazioni già avvenute

Procedura

L’azienda deve fare domanda, utilizzando i moduli specifici, entro il termine stabilito. La domanda va consegnata agli uffici competenti del Ministero debitore, o inviata per raccomandata (fa fede la data di spedizione).

Modello di domanda
Pagamento crediti PA in titoli di Stato

Gli uffici competenti fanno partire tutte le verifiche sulla sussitenza della domanda. Si ricorda che il decreto prevede un plafond massimo di crediti liquidabili attraverso titoli di stato pari a 2 miliardi di euro.

Alla fine della procedura, ai creditori vengono assegnati Certificati di Credito del Tesoro a quattro anni con le date di decorrenza sopra specificate (1 dicembre 2012-1 dicembre 2016) con taglio minimo da mille euro, a tasso fisso (che sarà determinato all’emissione) pagato in rate semestrali.

Misure sui debiti della PA

La trasformazione in Titoli di Stato dei debiti della PA è una delle misure messe in atto per risolvere il problema dei ritardi dei pagamenti della PA ma, lo ricordiamo, su questo tema ci sono anche i quattro decreti, sempre del 22 maggio 2012, con i quali si sbloccano 20-30 miliardi.

Due decreti riguardano la certificazione dei crediti (della PA centrale e degli Enti locali), uno sulla compensazione, e uno sul Fondo Centrale di Garanzia.

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