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Split Payment: SOS imprese e petizione online

di Francesca Vinciarelli

Pubblicato 9 Febbraio 2015
Aggiornato 10 Febbraio 2015 07:47

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Lo split payment danneggia e toglie liquidità alle imprese: il grido d'allarme, il dubbio sull'esclusione dei professionisti e la petizione ANCE.

Lo split payment, il meccanismo di scissione dell’IVA che si applica alle operazioni con le Pubbliche Amministrazioni che poi versano direttamente all’Erario l’IVA che viene addebitata dal fornitore, non piace ai costruttori edili. Il motivo è che la norma varata dalla Legge di Stabilità, il cui decreto ministeriale con le regole attuative è stato da poco pubblicato in Gazzetta Ufficiale, toglie una liquidità fondamentale per la sopravvivenza delle aziende che lavorano con la PA. Questo perché lo split payment, entrato in vigore il 1° gennaio e nato con lo scopo di combattere l’evasione fiscale, escludendo il giro dell’IVA finora adottato toglie alle imprese una parte della liquidità sulla quale poteva contare finora (il 10% circa) fino al momento in cui avrebbero dovuto versare l’imposta allo Stato (entro il mese o il trimestre successivo al pagamento della fattura).

=> Split payment e contrazione di liquidità per le imprese

PMI penalizzate

Un meccanismo che secondo il presidente ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili), Paolo Buzzetti:

«Sarà disastroso per le imprese che lavorano nel settore degli appalti pubblici» e «causerà il fallimento di tante imprese, soprattutto di piccole dimensioni».

Così l’ANCE ha dato il via alla raccolta di firme contro lo split payment:

«Dalle parole siamo passati ai fatti – spiega Buzzetti – perché non possiamo accettare che per colpire un’azienda che evade vengano punite tutte quelle imprese oneste che al posto dei soldi dovuti si troveranno in cassa solo crediti IVA». «Ancora una volta viviamo il paradosso di uno Stato che applica una presunzione di colpevolezza nei confronti di tutte le imprese, quando è il primo a non rispettare le regole».

Il riferimento è all’annoso problema italiano del ritardo nel pagamento dalla PA alle imprese, che pone l’Italia tra le maglie nere in Italia.

Professionisti

C’è poi la questione legata all’esclusione dei professionisti dallo split payment, non rispettata da molte PA, secondo Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI):

«Abbiamo ricevuto segnalazioni di casi in cui le Amministrazioni vogliono applicare lo split payment per la liquidazione dei compensi a ingegneri, addirittura in modo retroattivo».

A rivelarlo è il presidente CNI, Armando Zambrano, il quale ha chiesto ufficialmente un intervento «urgente ed esplicativo» che chiarisca l’esclusione dei professionisti dallo split payment.

=> Split payment: esenzione per Regime Minimi IVA

Economia nazionale penalizzata

Il meccanismo dello split payment, secondo Rete Imprese Italia, arriverebbe a danneggiare l’economia nazionale. Il presidente di Rete Imprese Italia, Daniele Vaccarino, spega:

«L’ampliamento del reverse charge e l’introduzione dello split payment presentano un conto insostenibile per le imprese. L’impossibilità di dedurre l’IVA sulle vendite genera uno squilibrio nella gestione finanziaria a breve delle imprese» èer le quali potrebbe diventare vantaggioso effettuare gli acquisti all’estero in regime di esenzione. «Così, per recuperare gettito, si danneggerebbe anche l’economia nazionale».

La petizione “no allo split payment” è online sul sito dell’ANCE.